Il successo contro la Grecia firma il percorso netto del commissario tecnico “a tempo”. Dopo il dramma del terzo Mondiale consecutivo saltato, l’Italia ha finalmente scoperto una squadra in cui identificarsi: è l’ora del coraggio, la Figc confermi l’uomo della rinascita in diretta tv.
Due indizi, a volte, fanno molto più di una prova: possono indicare una strada per il futuro. La giovanissima ed沒有 fronzoli Italia guidata da Silvio Baldini espugna anche il catino di Creta, superando per 1-0 la Grecia grazie al sigillo del solito Pio Esposito, e chiude il suo mini-ciclo di amichevoli a punteggio pieno. In un momento di totale transizione istituzionale, con la Figc in attesa di un nuovo presidente e di un commissario tecnico definitivo in vista della Nations League di settembre, l’esperimento del mister toscano ha regalato risposte che vanno ben oltre il semplice tabellino. Le trame fluide dei ragazzi dell’Under 21 e la solidità difensiva mostrata nell’hinterland ellenico, dove l’evento è stato trasmesso live dalle emittenti dedicate, aprono una riflessione profonda: e se la soluzione migliore per la nostra Nazionale fosse già in panchina?
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Il terzo Mondiale saltato e la frattura con una generazione
Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. L’Italia è reduce dal catastrofico e storico dramma del terzo Mondiale consecutivo saltato. Un fallimento epocale che non ha soltanto svuotato le bacheche, ma ha letteralmente azzerato il cordone ombelicale tra la maglia azzurra e un’intera generazione di giovanissimi tifosi, cresciuti senza mai vedere l’Italia sul palcoscenico più importante. In questo deserto di passioni e di identità, le due partite dirette da Baldini hanno mostrato qualcosa di totalmente diverso.
Perché si continua a guardare altrove? Perché i vertici del calcio italiano si ostinano a fare i nomi altisonanti di Antonio Conte, Roberto Mancini o a inseguire il sogno utopistico di Pep Guardiola, quando la fame e la purezza di questo allenatore stanno dimostrando sul campo di poter ricucire lo strappo? Baldini merita la possibilità concreta di plasmare una Nazionale nuova, un gruppo fresco nel quale la gente possa finalmente tornare a specchiarsi e a identificarsi, senza l’ossessione del nome da copertina ma con la forza delle idee.
L’integrazione perfetta tra l’Under 21 e i big
Il valore assoluto del lavoro di Baldini risiede nella naturalezza con cui ha saputo lanciare la linea verde dell’Under 21, mixandola con senatori del calibro di Gigio Donnarumma, apparso leader protettivo e decisivo nel finale a Creta. Il ct ad interim ha confermato ben nove undicesimi della squadra che aveva battuto il Lussemburgo, inserendo Ahanor a destra per Favasuli ed Ekhator nel tridente per l’infortunato Cherubini.
La partita si è sbloccata subito: al 18′ del primo tempo, Pio Esposito ha controllato da campione un pallone nell’area ellenica, trovando la decisiva deviazione di Hatzidiakos che ha beffato il proprio portiere per lo 0-1. Per la punta di proprietà dell’Inter si tratta del quinto gol in appena nove presenze in azzurro, a testimonianza di una fiducia totale nei propri mezzi. L’Italia ha gestito il campo applicando con applicazione i principi tattici del mister, sfiorando il raddoppio nella ripresa con una clamorosa traversa colpita da Koleosho (tornato a sinistra con l’innesto di Fini per Ekhator).
Cuore e sofferenza in dieci nel finale
Prima del match, il pubblico ha dedicato un toccante minuto di silenzio a Marios Oikonomou, ex difensore ellenico visto in Italia con Bologna e Sampdoria, tragicamente scomparso in un incidente automobilistico. Nella ripresa la sfida si è fatta dura per gli azzurri: al 10′ Comuzzo è dovuto uscire per un guaio muscolare al polpaccio, lasciando il posto al subentrante Reggiani, diciassettesimo esordiente della gestione. La sfortuna ha voluto che la prima in azzurro del centrale del Dortmund durasse solo 13 minuti, interrotta da un cartellino rosso diretto per fallo da ultimo uomo.
In inferiorità numerica l’Italia si è compattata da vera squadra. La Grecia di Jovanovic ha tentato l’assalto disperato colpendo un palo con Zafeiris, ma i ragazzi di Baldini hanno risposto colpo su colpo, sfiorando il raddoppio con un tiro a giro di Favasuli deviato da Vlachodimos. Nei minuti di recupero, dopo il debutto finale concesso anche a Faticanti, è salito in cattedra Gigio Donnarumma con un miracolo d’istinto su Pavlidis che ha blindato il successo. Un abbraccio collettivo che profuma di futuro. Questa Nazionale ha un’anima, ed è l’ora che la Figc dia a Silvio Baldini le chiavi per il domani.









