Il numero uno della Federcalcio lascia l’incarico dopo la mancata qualificazione dell’Italia. Assemblea elettiva convocata per il 22 giugno a Roma.
Gabriele Gravina si è dimesso dalla carica di presidente della FIGC dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale 2026. La decisione è stata comunicata nel corso della riunione odierna con le componenti federali, aprendo ufficialmente una nuova fase per il calcio italiano.
Nel comunicato diffuso dalla Federazione si legge che Gravina ha informato i principali rappresentanti del sistema calcistico italiano – tra cui Ezio Simonelli per la Lega Serie A, Paolo Bedin per la Lega Serie B, Matteo Marani per la Lega Pro, Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti, Umberto Calcagno per l’Associazione Italiana Calciatori e Renzo Ulivieri per l’Associazione Italiana Allenatori di Calcio – di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico ricevuto nel febbraio 2025, contestualmente convocando l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma.
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Gravina era stato rieletto alla guida della Federcalcio per il terzo mandato con il 98,68% dei voti, con una scadenza naturale prevista nel 2028. Dopo aver superato la mancata qualificazione ai Mondiali del 2022, il dirigente paga questa volta il peso del nuovo fallimento sportivo, maturato con l’eliminazione degli azzurri guidati da Gennaro Gattuso.
Nei prossimi novanta giorni il sistema calcio sarà chiamato a individuare la nuova guida federale. Tra i possibili candidati circolano i nomi di Giovanni Malagò e dello stesso Giancarlo Abete.









