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FIGC, Malagò punta alla rielezione: «Tredici presidenti mi hanno già garantito il sostegno»

Malagò presidenza FIGC
Giovanni Malagò (IPA Agency) - sportface.it

Il commissario federale guarda al voto del 14 dicembre e punta a ricompattare il calcio italiano. Sullo sfondo resta l’ipotesi Galliani. Tra le priorità Nazionale, giovani italiani, calcio femminile ed Euro 2032.

Giovanni Malagò punta alla rielezione alla presidenza della FIGC nelle elezioni in programma il prossimo 14 dicembre. L’attuale commissario straordinario della Federcalcio, intervistato da “Repubblica”, fa il punto sulla corsa elettorale e sul futuro del calcio italiano, mentre una parte dell’opposizione continua a lavorare sull’ipotesi Adriano Galliani.

Malagò era stato eletto presidente federale lo scorso 22 giugno, prima del commissariamento della FIGC deciso dal CONI il 6 ottobre, che lo ha poi nominato commissario straordinario fino alla celebrazione della nuova assemblea elettiva.

«Tredici presidenti mi hanno garantito il sostegno»

L’obiettivo dichiarato è ricostruire attorno alla propria candidatura un fronte il più possibile ampio.

«L’auspicio è che la mia candidatura continui a compattare, come è stato a giugno, un mondo che per anni ha vissuto di divisioni, anche molto forti», spiega Malagò.

Il lavoro sui consensi è già iniziato: «Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici e tutti mi garantiscono il loro sostegno».

Resta da capire se il 14 dicembre ci saranno altri candidati. Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e sfidante di Malagò nelle precedenti elezioni, ha già annunciato che non si ripresenterà, mentre resta sullo sfondo il nome di Adriano Galliani.

Il commissariamento della FIGC

Malagò torna anche sulle settimane che hanno portato al commissariamento della Federazione.

«Ho accettato per evitare una spaccatura totale nel CONI», racconta, definendo la soluzione individuata «un modo di uscire da un tunnel».

Il commissariamento era stato approvato all’unanimità dagli organi del CONI, con il mandato di arrivare a nuove elezioni federali. L’assemblea è stata successivamente fissata per il 14 dicembre.

Nazionale, Malagò rivendica la scelta di Mancini

Un altro capitolo riguarda la Nazionale e la scelta del commissario tecnico. Malagò non nasconde di aver sostenuto fin dall’inizio il ritorno di Roberto Mancini.

«Che io volessi Mancini dall’inizio non c’è ombra di dubbio e lo confermo anche qui», afferma.

Il rapporto con Paolo Maldini si sarebbe invece interrotto dopo divergenze sul percorso da seguire e sulla scelta del ct.

Tra le ipotesi prese in considerazione c’era stata anche quella di Andrea Pirlo. «Maldini voleva un vincente del 2006, uno di quella generazione. Né io né lui sapevamo del contratto di Pirlo come ambasciatore di una società di scommesse russa. A quel punto ho detto: “Fermiamoci qua”», racconta Malagò.

Giovani italiani e calcio femminile

Tra le priorità indicate per il futuro della Federazione c’è anche la valorizzazione dei giovani italiani. Malagò parla della necessità di introdurre «incentivi per l’utilizzo di italiani» e di rafforzare il coordinamento tra le Nazionali giovanili e quella maggiore.

Spazio anche al calcio femminile, settore sul quale rivendica i passi avanti compiuti: «Abbiamo sdoganato la Lega professionistica di Serie A Women».

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Euro 2032 e la questione stadi

Grande attenzione anche al tema infrastrutturale in vista di Euro 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.

«Ci sono 13 città con 14 impianti, uno già pronto, della Juve, e gli altri in arrivo: un’occasione unica», afferma Malagò.

La scelta degli stadi rappresenterà uno dei dossier principali dei prossimi anni, insieme alla necessità di accelerare sui progetti di costruzione e riqualificazione degli impianti italiani.

Il confronto con il Governo

Restano infine aperti diversi dossier nei rapporti tra il calcio e il Governo. Malagò annuncia un incontro con il ministro per lo Sport Andrea Abodi: «Lo vedrò la prossima settimana, tanti temi sono rimasti aperti».

La corsa verso il 14 dicembre entra dunque nel vivo. Malagò punta a trasformare il sostegno raccolto nelle precedenti elezioni in una nuova maggioranza, mentre resta da capire se alla sua candidatura verrà contrapposto un altro nome.

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