L’Italia corre verso l’Europeo 2032 provando a rinnovare i propri impianti sportivi. Domani la FIGC svelerà alla Uefa la lista delle sedi candidate.
Il rebus delle sedi: Malagò deve decidere
Il tempo è scaduto, la FIGC dovrà presentare entro domani la lista dei 10 impianti per ospitare gli Europei. Organizzare il torneo insieme alla Turchia lascia a disposizione dell’Italia soltanto cinque posti ufficiali, affiancati da altrettante riserve.
Torino, forte del suo impianto moderno, e Firenze, spinta dai fondi statali, hanno già il pass in tasca. Occhio a Roma però, con il sindaco Gualtieri che ieri ha giocato la carta del doppio stadio, mettendo sul tavolo l’Olimpico e il futuro impianto giallorosso. Questo scenario riduce inevitabilmente lo spazio per le altre pretendenti. Milano spinge forte con il progetto legato a San Siro, sebbene i nodi da sciogliere restino numerosi e il tempo a disposizione scarseggi. Se la spuntassero i lombardi, l’intero Meridione resterebbe fuori dai giochi. Una prospettiva che spaventa il Parlamento e rischia di spegnere definitivamente le speranze nutrite da piazze appassionate come Napoli, Palermo, Bari e Cagliari.
La federazione ha raccolto ben 16 dossier provenienti da tredici piazze diverse, rendendo la questione ormai anche politica. La scelta finale decreterà anche chi dovrà rinunciare a un’occasione d’oro per modernizzare le proprie strutture.
Pietralata, Sessa dà il via libera mentre Abodi e i Friedkin esultano
Intanto, spinto da Euro 2031, ieri è stato presentato il nuovo stadio della Roma. Il progetto di Pietralata rappresenta il vero pilastro della candidatura romana e ha appena superato lo scoglio più arduo.
Ieri, dopo oltre mille giorni di attesa, le istituzioni hanno approvato il piano durante la seduta conclusiva guidata dal commissario Massimo Sessa. Il club festeggia attraverso una nota ufficiale, parlando di «passaggio fondamentale e storico» che premia anni di duro lavoro portati avanti dalla famiglia Friedkin.
Anche il ministro Andrea Abodi rivendica i meriti dell’esecutivo, spiegando che la nomina di un commissario ha sbloccato la pesante burocrazia italiana, permettendo finalmente ai tifosi di sognare una nuova casa. Adesso la palla passa ai dirigenti romanisti, chiamati a presentare il progetto esecutivo entro novanta giorni e a depositare al ministero i fondi per i necessari espropri. Superato questo step, il Comune preparerà un bando per una concessione di novanta anni. L’obiettivo della dirigenza è posare la prima pietra a marzo 2027, puntando a inaugurare l’opera sportiva a ridosso del 2029 o al massimo per l’inizio del 2030, in tempo utile per ospitare le sfide del torneo continentale.










