In questa stagione la classe arbitrale non se la passa per niente bene. Dalle polemiche dei big match, siamo arrivati all’annullamento di una partita per errore tecnico.
Il calcio italiano sta attraversando un inverno rovente, segnato da una crisi della classe arbitrale che non risparmia alcun livello, dalle luci di San Siro ai campi polverosi della periferia. Se al vertice il problema è legato all’interpretazione tecnologica e alla mancanza di uniformità, nelle categorie inferiori si scivola su errori procedurali che portano a decisioni drastiche. Ad oggi, il bilancio delle polemiche in Serie A è pesantissimo: il designatore Gianluca Rocchi si trova a gestire una serie di “sviste” che hanno minato la credibilità del sistema.
Negli ultimi mesi, i casi si sono moltiplicati. Ha fatto scalpore il contatto tra Bremer e Hojlund nel big match tra Juventus e Napoli, non sanzionato nonostante l’evidenza delle immagini. Non meno gravi sono state le ammissioni di colpa durante le puntate di Open VAR riguardo al rigore “generoso” concesso all’Inter contro il Napoli e alla gestione del tocco di mano di Davis in Udinese-Lazio. Errori definiti “di valutazione”, che lasciano l’amaro in bocca a club che hanno investito centinaia di milioni, ma che per regolamento non consentono di rigiocare le partite. Tuttavia, quando la svista non riguarda un contatto dubbio ma l’applicazione stessa delle regole, il verdetto cambia radicalmente.
Si rigioca, l’arbitro si “dimentica” di espellere il giocatore: errore grave
Mentre le big della Serie A si sfogano davanti alle telecamere, in Seconda Categoria siciliana (Girone B) è scoppiato un caso che ha costretto il Giudice Sportivo a un provvedimento rarissimo: l’annullamento della gara con conseguente ripetizione. La sfida tra Marineo e River Platani, valida per la quarta giornata di ritorno, si era conclusa sabato scorso con una vittoria dei padroni di casa per 1-0, arrivata in piena “Zona Cesarini” grazie a una punizione al quinto minuto di recupero. La gioia del Marineo è stata però stroncata dal referto arbitrale. Durante il match, precisamente al 47′ del secondo tempo, il calciatore numero tredici del Marineo, Marco La Sala, era stato sanzionato con la seconda ammonizione. Il direttore di gara, tuttavia, ha commesso un incredibile errore tecnico: ha estratto il giallo senza provvedere alla conseguente ed obbligatoria espulsione.

Si rigioca, l’arbitro si “dimentica” di espellere il giocatore: errore grave – sportface.it (Pixabay)
Come si legge nella delibera ufficiale: “Quanto sopra può essere inquadrato quale errore tecnico dell’arbitro che non attiene ad una mera valutazione dei fatti di gioco, bensì ad una errata applicazione delle norme regolamentari”. A differenza dei “rigorini” contestati in Serie A, qui siamo di fronte a un’infrazione del protocollo che altera la regolarità del match. Il Giudice Sportivo non ha potuto far altro che disporre la ripetizione della gara a data da destinarsi. Un paradosso burocratico che punisce il Marineo, capace di segnare il gol vittoria proprio nel recupero, e che riaccende il dibattito sulla preparazione dei direttori di gara, capaci di perdersi nel conteggio dei cartellini anche in momenti decisivi della stagione.









