Dagli olimpici alla politica, pioggia di critiche sul presidente FIGC dopo la distinzione tra calcio e altri sport. Gli atleti azzurri replicano con ironia e durezza: “I veri professionisti siamo noi”.
La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 continua a far discutere e diventa un caso politico e sportivo. Al centro delle polemiche il presidente della FIGC Gabriele Gravina, criticato per le sue parole sul calcio come unico vero sport “professionistico”, distinguendolo dalle altre discipline.
Una posizione che ha provocato la reazione immediata di numerosi atleti azzurri.
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Tra i primi a replicare lo short tracker Pietro Sighel che, con ironia, ha scritto sui social:
“Dilettanti? Se può aiutare qualche calciatore, mi offro per fare il cambio…”
Ancora più diretta la replica della pugile Irma Testa:
“I veri professionisti siamo noi che gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando giocatori milionari fare brutte figure”
Ironica anche la reazione della pattinatrice Francesca Lollobrigida, protagonista ai Giochi di Milano-Cortina 2026, che ha condiviso uno screen della conferenza di Gravina commentando:
“Sono una dilettante”
Le parole del presidente federale hanno quindi acceso un confronto diretto tra il calcio e gli altri sport italiani, molti dei quali negli ultimi anni hanno regalato risultati di prestigio internazionale.
Il tema è arrivato anche sul piano politico. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha parlato apertamente della necessità di una rifondazione del sistema calcistico:
“È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”
Dello stesso tenore le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida:
“Credo che qualcuno debba assumersi in queste ore delle scelte e delle responsabilità rispetto ai fallimenti che abbiamo visto e vissuto”
Dal mondo dello sport è arrivato anche l’intervento di Federica Pellegrini che ha condiviso il messaggio della Testa, mentre Tommaso Giacomel ha commentato con sarcasmo:
“Se il calcio è professionismo, allora Sinner è un amatore. Avanti così”
Più istituzionale il messaggio di Arianna Fontana:
“Fa male, è inutile nasconderlo: l’Italia non si è qualificata ai Mondiali… ma i momenti duri devono servire a crescere, a pretendere di più”
Critiche anche da una leggenda del calcio come Dino Zoff:
“Non è sfortuna, c’è qualcosa che non va”

Leonardo Spinazzola of Italy disappointment during European Qualifiers PlayOff – Bosnia and Herzegovina vs Italy, FIFA World Cup match in Zenica, Bosnia and Herzegovina, March 31 2026
Il caso, nato dopo l’eliminazione della Nazionale, ha superato i confini sportivi trasformandosi in un tema politico e culturale. Nel mirino non ci sono solo i risultati del campo, ma il modello di sviluppo del calcio italiano e il rapporto con le altre discipline che continuano a portare medaglie e prestigio al Paese.









