A due mesi dalla finale della Coppa d’Africa 2026, il torneo viene clamorosamente riscritto fuori dal campo. La CAF ha infatti deciso di annullare il risultato maturato sul terreno di gioco, dove il Senegal aveva inizialmente conquistato il titolo, assegnando invece la coppa al Marocco con una vittoria per 3-0 a tavolino.
Alla base della decisione c’è l’abbandono temporaneo del campo da parte dei senegalesi durante la partita, episodio che ha portato la Confederazione africana a intervenire in modo durissimo e a modificare l’esito della finale.
La CAF applica il regolamento e ribalta il verdetto
Secondo quanto comunicato dalla Confederazione, la scelta è stata presa facendo riferimento all’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa, che disciplina i casi in cui una squadra lasci il campo senza autorizzazione arbitrale prima della conclusione dell’incontro. In base a questa norma, la nazionale responsabile viene considerata sconfitta e può essere eliminata dalla competizione.
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È proprio su questo presupposto che la CAF ha trasformato la finale in un 3-0 d’ufficio per il Marocco, consegnando così il trofeo ai Leoni dell’Atlante. Una decisione pesantissima perché non riguarda una partita qualunque, ma l’atto conclusivo della manifestazione continentale più importane del calcio africano.
Il Senegal non accetta e annuncia ricorso al TAS
La reazione del Senegal è stata immediata e durissima. La federazione ha definito il provvedimento ingiusto, senza precedenti e inaccettabile, sostenendo che una scelta del genere finisca per danneggiare l’immagine dell’intero calcio africano. Per questo motivo, i dirigenti senegalesi hanno già annunciato l’intenzione di rivolgersi al Tribunale dello Sport di Losanna, con l’obiettivo di contestare la decisione della CAF.
Si apre quindi una nuova fase, stavolta giuridica, che potrebbe prolungare ancora a lungo le polemiche attorno a una finale già entrata nella storia, ma per motivi molto diversi da quelli sportivi.










