L’Inter di Perisic e Dzeko, stelle ritrovate. Simone Inzaghi avvicina gli ottavi

Simone Inzaghi Simone Inzaghi - Foto Antonio Fraioli

Due punti in meno in campionato, parità di scontri diretti vinti (uno, entrambi contro il Napoli) ma cinque punti in più in Champions League e con un piede agli ottavi. E’ il confronto dopo tredici giornate di campionato e cinque in Europa, dell’Inter di Simone Inzaghi rispetto a quella di Antonio Conte. Numeri che promuovono nettamente l’ex Lazio che a San Siro batte quello Shakhtar che da tre partite murava i nerazzurri sullo 0-0 e si avvicina a quella fase ad eliminazione diretta che manca da dieci anni. Decide una doppietta di Edin Dzeko, che a novembre trova la doppia cifra stagionale con sette reti in campionato e tre in Champions League. Dopo il gol anti Napoli di Lautaro, il bosniaco firma la seconda risposta alle perplessità sul recente rendimento della coppia titolare  che dopo aver messo insieme ben nove gol (cinque il bosniaco, quattro l’argentino) in Serie A tra la sosta di settembre e quella di ottobre (cinque partite), aveva siglato soltanto una rete (il bosniaco contro la Juventus) in cinque gare di campionato tra la sosta di ottobre e quella di novembre. Ora, il duo torna a fare quel che più conta.

Ma nella notte di Dzeko, di nuovo ai fasti del 2018, Inter-Shakhtar Donetsk è anche la rete di Ivan Perisic, passato da essere un ingombrante esubero di cui liberarsi al tornare decisivo per le sorti nerazzurre: un assist, una prestazione dominante sulla fascia e una presenza sempre costante nella manovra offensiva degli uomini di Inzaghi. Si tratta della terza vittoria in undici partite interne per l’Inter, a testimonianza di un percorso ricco di ostacoli e che deve portare l’Inter a tornare essere di casa nella competizione più importante. Inzaghi non regala sorprese di formazione: Ranocchia al posto dell’infortunato De Vrij in difesa e Darmian e Çalhanoğlu inizialmente preferiti rispettivamente a Dumfries e Vidal a centrocampo. Possesso palla al 60% per De Zerbi ma lo Shakhtar si affaccia con pericolosità dalle parti di Handanovic solo nel finale. Le statistiche sono eloquenti: ventuno tiri, contro i sei degli ucraini. Ma il primo tiro vincente si ha al 61′ e l’autore è Edin Dzeko, freddo a piazzare la palla con il destro in seguito a un rimpallo e a un’azione orchestrata dal basso. Uno scatenato Perisic vizia anche il secondo gol con un assist al bacio per Dzeko: il bosniaco raddoppia infatti al 67′ con un semplice tap-in di testa. Il finale è in completa gestione per l’Inter, nonostante un palo di Dodo al minuto 83. Il resto è pura accademia, prima del boato finale, che mancava da dieci anni.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio