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Champions League

A Bratislava si rivede il Milan di Cagliari, ma vincente: calendario in discesa, ora la Champions ha un altro sapore

Christian Pulisic e Tammy Abraham
Christian Pulisic of AC Milan celebrating after a goal during the Italian Serie A football match between Inter FC and AC Milan on 22 of September 2024 at Giuseppe Meazza San Siro Siro stadium in Milan, Italy. Photo Tiziano Ballabio

Che non avremmo rivisto lo stesso Milan di sabato contro la Juventus era decisamente scontato, anche se Fonseca e Ibrahimovic hanno voluto ribadirlo. Il problema, però, è che a Bratislava torna la versione dei rossoneri di Cagliari, con una fase difensiva horror, soprattutto nel primo tempo, scarsa gestione dei momenti e un po’ di schizofrenia di troppo. Ovvio, ci sono anche tante occasioni lì davanti, del resto però contro la trentaseiesima e ultima classificata a metà fase del girone, questo c’era anche da aspettarselo. Insomma, rivediamo la stessa squadra dell’Unipol Domus prima della sosta, ma con una sostanziale differenza, che alla fine è quello che conta: il pareggio si è trasformato in una vittoria ed è una vittoria di quelle che pesano, perché è la terza di fila in Champions, dà valore al clamoroso blitz contro il Real Madrid e permette anche di preparare bene le prossime di campionato. Non solo: il calendario ora è clamorosamente in discesa con Sparta Praga, Girona e Stella Rossa come ultime tre avversarie, tra le peggiori fin qui in questa rassegna e assolutamente alla portata dei ragazzi di Fonseca. Con un filotto, altri tre successi e sei complessivi e tutti di fila, sarebbe difficile anche non pensare di chiudere tra le prime otto. E alzi la mano chi lo avrebbe mai potuto pensare a fine settembre-inizio ottobre…

Dunque, bene, anzi benissimo, questa vittoria che dà respiro e fa acquisire tutt’altro sapore a questa Champions, ma non è oro tutto quel che luccica e c’è ancora tanto da migliorare. Le voragini del primo tempo sono inaccettabili e considerando il livello dell’avversaria anche inspiegabili. Va anche detto che tutti e tre i gol del Milan nascono da gravi lacune difensive dei padroni di casa, tre situazioni che difficilmente si vedono prese singolarmente a questi livelli, figurarsi tutte e tre nel giro di novanta minuti. E infine, la sofferenza nel finale col gol dello slovacco doc ma dalle chiare origini italiane Nino Marcelli. Insomma, pericolo scampato e contavano soprattutto i tre punti, ma migliorare in certi aspetti, sempre i soliti, è doveroso. E senza dover ricorrere alla regola della coperta corta, che contro la Juventus è apparsa cortissima.

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