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Calcio

Abodi: “Servono programmi condivisi, non basta il consenso per raggiungere gli obiettivi”

Archivio, Italia fuori dai mondiali, Il ministro dello sport Abodi chiede le dimissioni del Presidente FIGC Gravina
Roma Atreju edizione 2025 nella foto Andrea Abodi

Il ministro per lo Sport e i Giovani interviene al Luiss Sport Forum: focus sulla collaborazione tra le componenti del sistema sportivo e sulle scelte necessarie dopo la sconfitta contro la Bosnia.


La definizione di programmi comuni e la capacità di lavorare in sinergia restano elementi centrali per il futuro dello sport italiano. Lo ha sottolineato Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, intervenendo a margine della prima edizione del Luiss Sport Forum in corso a Roma.

“A prescindere dai nomi serve una definizione dei programmi: se gli interessi individuali non sono in sintonia con quello complessivi le cose che devono succedere non succedono. L’esperienza dolorosa dal punto di vista sportivo contro la Bosnia rischia di non avere nemmeno un senso”, ha dichiarato il ministro, richiamando l’importanza di una visione condivisa.

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Il confronto tra le componenti del sistema sportivo

Abodi ha evitato di entrare nel merito del possibile confronto tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, ribadendo la necessità di lasciare spazio alle componenti chiamate a esprimersi. “Io penso che sia dovere delle componenti e quindi non entro nel merito perché non mi sembra opportuno. Sono affascinato dalle cose da fare, che non sono state fatte neanche con il 98.7%, a dimostrazione che non è la quantità del consenso ma la qualità della collaborazione tra le componenti a fare la differenza. Abbiamo messo in ascolto tutte le componenti e stiamo lavorando a testa bassa”, ha aggiunto.

Il riferimento al ruolo della politica

Nel suo intervento il ministro ha poi affrontato anche il tema del rapporto tra sport e politica, facendo riferimento alla posizione del presidente federale Gabriele Gravina e al tema del commissariamento. “La politica è sempre un riferimento da questo punto di vista e quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica. Io non me la sono mai presa con nessun altro. Per il bene comune dobbiamo sederci attorno a un tavolo con tutte le componenti e prendere quelle decisioni che non sono state presi in questi anni nonostante l’ampio consenso”, ha spiegato.

Sul possibile ricorso al commissariamento, Abodi ha chiarito: “Ho detto la stessa cosa in modo diverso. Il commissariamento che viene chiesto è una soluzione tecnica nella misura in cui le elezioni o il commissariamento sono uno strumento per raggiungere gli obiettivi. A me lo strumento non interessa ma mi interessano solo gli obiettivi”.

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