Il Venezuela ha conquistato per la prima volta il World Baseball Classic, superando in finale gli Stati Uniti per 3-2 al LoanDepot Park di Miami. È un risultato storico sotto più aspetti: non solo perché i Vinotinto non avevano mai vinto il torneo, ma anche perché nessuna nazionale sudamericana era mai riuscita nemmeno a spingersi fino all’ultimo atto della competizione. La finale del 2026, quindi, no ha premiato soltanto una squadra vincente, ma ha anche segnato una svolta simbolica nella storia del baseball internazionale.
Il Venezuela costruisce il vantaggio con pazienza e concretezza
La partita è rimasta bloccata nelle prime riprese, con poche vere occasioni e un equilibrio piuttosto evidente tra i due monte di lancio. A rompere l’inerzia è stato il Venezuela nel terzo inning, riuscendo a sbloccare il punteggio grazie a una giocata che ha permesso di portarsi sull’1-0. Gli Stati Uniti hanno faticato parecchio a trovare ritmo in battuta, mentre i sudamericani hanno continuato a gestire con lucidità il match, allungando poi nel quinto inning con il fuoricampo solitario di Abreu per il 2-0.
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Per lunghi tratti la sensazione è stata quella di una nazionale venezuelana più ordinata, concreta e capace di leggere meglio i momenti chiave della finale.
Harper illude gli USA, Suarez firma la vittoria
Quando la partita sembrava indirizzata, gli Stati Uniti hanno trovato la forza per riaprirla nell’ottavo inning. Con due eliminati, Bryce Harper ha colpito il fuoricampo del 2-2, riportando improvvisamente tutto in equilibrio e dando nuova energia alla formazione americana.
Il Venezuela, però, non si è disunito. Nell’ultimo inning ha costruito l’azione decisiva con un uomo mandato in posizione utile sulle basi e con il doppio Eugenio Suarez, battuta che spinto a casa il punto del 3-2. Poi è arrivata la chiusura definitiva sul monte di lancio, con i tre out conclusivi che hanno dato il via alla festa venezuelana.










