A Budapest non sono mancate le emozioni nel mondo dell’atletica: un grande Duplantis ha sfiorato il record del mondo, buoni segnali da Arese
Ultima tappa Gold del World Continental Tour di atletica, e l’Ungheria regala una serata di stelle e strisce azzurre. Sullo sfondo di una competizione di altissimo livello, l’Italia festeggia due prestazioni di grande spessore, mentre il mondo dell’atletica trattiene il respiro per un nuovo miracolo solo accarezzato.
Leonardo Fabbri continua a dominare il getto del peso. Il campione toscano ha chiuso la serata con una spallata potente e precisa da 22,04 metri, lasciando sul campo il giamaicano Campbell (21,52) e il nigeriano Enekwechi (21,48). Una vittoria che conferma il suo stato di grazia.
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Sulla pista, Pietro Arese dimostra una crescita costante dopo un avvio di stagione complicato. Nei 1500 metri, l’azzurro ha siglato il secondo miglior tempo della sua carriera: 3’31”87. Crono che gli è valso il sesto posto nella gara vinta dal keniano Koech (3’31”09), ma soprattutto la conferma di essere tornato sui livelli che lo hanno visto protagonista nella finale olimpica di Parigi 2024.
Duplantis ruba la scena anche a Budapest
Ma la serata ha offerto anche brividi mondiali. Lo svedese Armand Duplantis ha nuovamente sfidato i limiti umani, attaccando il proprio record del mondo a 6,32 metri. Dopo un secondo tentativo promettente ma nullo, il campione olimpico ha chiuso con un solido 6,07, bastevole per superare l’australiano Marschall (6,00).
Infine, il brivido puro è arrivato dai 110 ostacoli: lo statunitense Ja’Kobe Tharp ha volato in 12”85, a soli un decimo dal suo record mondiale, lasciando il pubblico a bocca aperta. L’atletica è a Budapest e tutto il mondo la guarda, ma stasera parla anche italiano.









