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Noah Lyles, Re dei 100m, in esclusiva su Sportface

Copertino e Lyles con Sportface

I 100 metri del Golden Gala 2026 di Roma promettevano scintille e lo spettacolo dello Stadio Olimpico ha superato le aspettative. Di fronte a una concorrenza spietata, dal talento di Letsile Tebogo alla ritrovata forma di Marcell Jacobs, tornato sotto il muro dei dieci secondi (9″99),  a svettare sopra tutti è stato ancora lui Noah Lyles.

Con un eccezionale 9″88, lo sprinter statunitense ha domato la pista romana confermando che, quando il gioco si fa duro, il suo finale di gara è un’arma letale a cui nessuno sa rispondere. Con noi Lyles ha analizzato una vittoria importante per la sua rincorsa al settimo diamante in carriera e ci svela i segreti di una gestione mentale che rasenta la perfezione.

Le piste di Castelporziano, per qualche giorno, sono sembrati l’ombelico del mondo dell’atletica leggera. Noah Lyles non è stato l’unico re a trovare asilo nella casa delle Fiamme Gialle. La pista e le facility del centro sportivo romano hanno ospitato un vero e proprio “dream team” internazionale, trasformandosi in un hub di livello planetario.

Lyles maglia fiamme gialle anceschiInsieme allo statunitense, a beneficiare delle strutture d’eccellenza della Guardia di Finanza c’erano frecce del calibro di Julien Alfred – la fulminea campionessa olimpica di Parigi nei 100 metri – e la giamaicana Nickisha Pryce, dominatrice del giro di pista. Ma non solo velocità pura, a completare questa parata di stelle sono arrivati anche i formidabili saltatori giamaicani Jaydon Hibbert, il prodigio del salto triplo capace di riscrivere i record giovanili, e Ackelia Smith, talento purissimo dei salti estesi.

Julien alfred generaleAd accoglierli il Comandante del Centro Sportivo delle Fiamme Gialle Gen. D. Antonio Marco Appella ed il Comandante del I Nucleo Ten. Stefano Anceschi che hanno ricevuto il ringraziamento da parte degli atleti, felici per la possibilità di allenarsi. A rendere l’atmosfera perfetta è stata proprio l’ottima accoglienza del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle (leggi articolo).

Tra una sessione di ripetute e un salto in estensione, non è mancato l’incrocio con i nostri campioni di casa, come l’oro olimpico e campionessa italiana della marcia Antonella Palmisano e il mezzofondista campione italiano Federico Riva.

Fiamme gialleIl tutto sotto gli occhi dei fortunatissimi giovani atleti italiani presenti a bordo campo, che hanno potuto rubare con lo sguardo i segreti dei giganti dello sport mondiale.

Il “Metodo Lyles”: Tra logistica e ossessione per i dettagli

Un concentrato di potenza e tecnica che ha faticato sotto il sole romano, ma in un clima di straordinaria condivisione. Dietro ai decimi di secondo stracciati in pista c’è un’organizzazione scientifica, che spesso deve fare i conti con i ritmi folli del circuito internazionale.

Per preparare l’appuntamento di Roma, lo sprinter statunitense ha scelto la quiete e le strutture d’eccellenza del Centro Sportivo della Guardia di Finanza di Castelporziano. Una scelta non casuale.

“Sto curando ogni singolo dettaglio della preparazione con una precisione maniacale,” ci confessa Lyles. “Essere ospite qui a Castelporziano è un vero privilegio e mi sta dando la possibilità di allenarmi ai massimi livelli. La verità è che quando sei costantemente in viaggio tra una gara e l’altra, trovare il posto ideale dove mantenere la forma e spingere come si deve diventa maledettamente complicato. A volte, negli spostamenti, affronti imprevisti logistici tali per cui rischi di non allenarti come vorresti per giorni interi. Avere una base come questa fa tutta la differenza del mondo.”

Le origini della velocità: Una questione di famiglia

Lyles correMa per capire l’origine di quella trance agonistica che lo trasforma quando sale sui blocchi, bisogna scavare nel passato. Il legame tra Noah e la pista non è nato sotto i riflettori dei grandi stadi, ma molto prima, respirando l’atletica in casa grazie ai genitori, entrambi ex velocisti della Seton Hall University. Riportandolo ai suoi primi passi, Lyles si concede un momento di pura nostalgia: “I miei primi ricordi legati alle gare sono tutti racchiusi in quelle immagini di me, piccolissimo, sulle tribune e a bordo pista insieme ai miei genitori. Guardavo loro, osservavo ogni loro movimento. È lì che è nata la scintilla. All’inizio era solo una passione pura, quasi un gioco, che poi con il tempo, i sacrifici e le vittorie si è trasformata in qualcosa di più grande: in totale consapevolezza dei miei mezzi.”

Consigli al Noah bambino: “Non cambiare una virgola”

Palmieri e Lyles con SportfaceQuella consapevolezza lo ha portato sul tetto del mondo, trasformando quel ragazzino che guardava i grandi correre nell’uomo più veloce del pianeta. Se oggi il Noah campione olimpico avesse la possibilità di viaggiare nel tempo e incontrare quel bambino agli inizi della sua avventura, il consiglio sarebbe uno solo. Diretto, privo di rimpianti.

“Cosa direi al Noah bambino se potessi parlargli oggi? Gli direi: fai esattamente quello che stai facendo. Continua così, non cambiare assolutamente nulla. Ma fallo mantenendo sempre questa stessa identica determinazione e questo approccio mentale. La testa fa tutto.”

L’allenamento a Castelporziano è stato duro, perfetto, faticoso, ma quando si parla con Noah Lyles, la fatica svanisce non appena lo sguardo si sposta sulla prossima linea del traguardo. Il cronometro non aspetta, la prossima tappa del circuito è già nel mirino e con essa la domanda che tutti gli appassionati si fanno, quale sarà la prossima esibizione sul palcoscenico della Diamond League?

Su questo, l’americano non vuole rovinare la sorpresa, ma ci saluta con quel sorriso magnetico che lo ha reso un’icona pop globale: “La prossima gara? Sono pronto. E per l’esultanza nel post-gara non preoccupatevi: restate incollati allo schermo, perché sarà spettacolare. Come sempre”.

Il litorale romano lo ha rigenerato, le Fiamme Gialle lo hanno coccolato. Ora il re dello sprint è pronto a riprendersi il mondo, un decimo alla volta. Quel bambino che sognava tra le tribune non è mai andato via,  ha solo imparato a correre più forte di tutti.

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