Francesco Fortunato, reduce dal record mondiale sui 5000 metri indoor ad Ancona, uno dei volti più rappresentativi della marcia italiana, si racconta durante Run2U, trasmissione di OA Sport condotta da Sabrina Sgalaberna e Danny Frisoni
A tu per tu con il detentore del record del mondo dei 5000 mt di marcia indoor Francesco Fortunato. Sportface ha incontrato l’atleta di Andria proprio quando ha scritto la storia in occasione degli Assoluti di Ancona 2026, fermando il cronometro a 17:54:48.
Dal 7 aprile Sportface sbarca su Amazon Prime Video
Un traguardo che ha il sapore della rivincita, dopo quanto accaduto un anno fa, quando il primato non venne omologato:
“Per me è stata una bella soddisfazione – racconta Fortunato –. L’anno scorso, dopo aver fatto il record, mi è stato comunicato che non era possibile omologarlo perché mancava un giudice di livello Gold. È stata una grande beffa, perché io da atleta avevo fatto il massimo e sono stato penalizzato da una situazione in cui non c’entravo nulla”.
Nonostante quella delusione, il marciatore azzurro è riuscito a ripetersi, migliorandosi ulteriormente:
“Quest’anno partivo con il peso di volerci riprovare, sapendo che certe condizioni fisiche sono difficili da replicare. Gli allenamenti non davano le stesse sensazioni, l’avvicinamento è stato complicato. Ma ci ho creduto fino in fondo e sono riuscito a fare un secondo in meno rispetto all’anno scorso”.
Registrati gratuitamente su SPORTFACE e segui i nostri format 5 CERCHI – BATTITI OLIMPICI – SPORTFACE ORIGINALS
Una differenza costruita tutta nel finale:
“La vera differenza c’è stata nell’ultimo giro. L’anno scorso me lo sono goduto, quest’anno invece non ho mollato un metro, perché dovevo limare quel secondo per prendermi il record”.
Dopo quanto accaduto nel 2023, Fortunato ha voluto evitare qualsiasi imprevisto:
“Mi sono informato prima, ho chiesto se ci fossero i giudici. Non per me, ma per tutti. Gli organizzatori devono essere pronti a qualsiasi performance, non è compito dell’atleta preannunciare i propri obiettivi”.
Infine, uno sguardo al futuro e alla novità regolamentare dei Mondiali a squadre di marcia, dove si passerà dalla 20 km alla mezza maratona:
“Non credo ci saranno grandi differenze. Parliamo di pochi minuti in più di gara e forse un secondo al chilometro di rallentamento. Ma saranno soprattutto le dinamiche di gara a fare la differenza: avversari, condizioni climatiche e strategia contano più del tempo, perché resta sempre una gara di Campionato”.
Una bella testimonianza, quella di Fortunato, che conferma ancora una volta la crescita della marcia italiana a livello internazionale









