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Europei Atletica Birmingham 2026, il trionfo azzurro. Mei: “Non siamo un caso. Avanti sui Mondiali”

Italian Athletics Campionato Italiano Assoluto di Societa
Stefano Mei (FIDAL President) during Campionato Italiano Assoluto di Societa, Italian Athletics in Palermo, Italy, June 11 2023

Il bilancio trionfale della FIDAL all’Alexander Stadium: 19 medaglie provvisorie e 41 finalisti. Il presidente parla della corsa ai Mondiali e del contrasto all’abbandono giovanile.

Si chiude con un bilancio straordinario la spedizione della Nazionale italiana ai Campionati Europei 2026 di Birmingham. In attesa dell’ultima sessione di gare all’Alexander Stadium, i riscontri certificano la continuità del movimento tricolore: 41 atleti qualificati per le finali (a un soffio dal record di 45 registrato a Roma 2024) e ben 19 medaglie già messe in cassaforte, superando ampiamente l’obiettivo fissato alla vigilia come media tra i 12 allori di Spalato 1990 e i 24 della Capitale. Nel punto stampa allestito a Casa Atletica Italiana, nel cuore della città britannica, i vertici federali hanno tracciato il quadro conclusivo di una rassegna da incorniciare.

I numeri del trionfo azzurro e i passi avanti per i Mondiali

Prima delle ultime gare che assegneranno gli otto titoli conclusivi, l’Italia si trova al comando del medagliere continentale con 8 ori, 6 argenti e 5 bronzi, davanti ai padroni di casa della Gran Bretagna (7 ori, 5 argenti e 2 bronzi). Il presidente della FIDAL, Stefano Mei, ha espresso tutto il suo entusiasmo: “Ci avviamo verso un grande successo. Atleti e atlete hanno dato il 110%, scendendo in pista, in pedana e su strada con una determinazione feroce per attestare che Roma non era frutto del caso. All’inizio poteva affiorare un filo di sfiducia per via degli stop di Marcell Jacobs, infortunatosi in una prova praticamente vinta, e di Mattia Furlani, che avrebbe lottato per il podio. Invece l’intera squadra ha mostrato di essere la realtà più forte d’Europa”.

Mei ha sottolineato il confronto storico e logistico: “Abbiamo già 7 medaglie in più di Spalato 1990, in un anno non olimpico come questo. Anche se la Gran Bretagna dovesse superarci nel finale, resta un risultato enorme. Sul piano organizzativo, tra hotel e trasporti, non c’è stata partita a favore di Birmingham rispetto a Roma. E con questi traguardi zittiamo chi riteneva che due anni fa fosse stato tutto facile”. Spazio anche al capitolo candidature per i Mondiali del 2029 e del 2031: “La nostra proposta per Roma è molto solida e gode di piene garanzie governative. C’è unità totale tra Comune, Regione, Governo e istituzioni sportive. Il progetto è il migliore, abbiamo ottime possibilità pur sfidando competitor agguerriti”.

La gestione degli atleti tra i 20 e i 23 anni, strutture e ringraziamenti

Il numero uno federale ha poi delineato le priorità per consolidare la crescita del movimento: “Dobbiamo arginare il fenomeno del drop-out, ovvero l’eccessivo tasso di abbandono nella fascia d’età tra i 20 e i 23 anni. Molti giovani maturano più tardi e se supportati possono esprimere un potenziale enorme. Dobbiamo far sentire ogni atleta valorizzato anche nei momenti di flessione, investire senza creare danni e rispettare il lavoro eccellente svolto da società e tecnici personali. Tutto questo riuscendo a primeggiare in Europa a dispetto dei limiti dei nostri impianti: rinnovo l’appello agli enti locali affinché realizzino strutture per l’atletica, anche senza dover per forza costruire anelli a 9 corsie”. Mei ha infine ringraziato il personale federale, l’equipe medica e tecnica, oltre allo staff di Casa Atletica Italiana, struttura elogiata pubblicamente da World Athletics ed European Athletics.

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Il DT Antonio La Torre: “Spedizione migliore di Roma, obiettivo Los Angeles 2028”

Alle parole del presidente hanno fatto eco quelle del direttore tecnico Antonio La Torre, che ha definito il gruppo azzurro come “la squadra più forte di sempre”. Secondo il DT, “la trasferta di Birmingham supera quella di Roma: abbiamo reso replicabile qualcosa che sembrava unico, lottando ad armi pari in casa di una potenza storica come la Gran Bretagna. Da qui ricaviamo la spinta ideale verso Los Angeles 2028”.

La Torre ha evidenziato la coesione del collettivo: “L’infortunio di Jacobs poteva destabilizzare l’ambiente, ma i capitani hanno ricompattato tutti trasmettendo energia. Quando il gruppo è solido, ciascuno si sente partecipe e moltiplica le proprie forze. Ne è un esempio Massimo Stano, che leggendo del trionfo di Gimbo Tamberi ha trovato una carica straordinaria”.

L’analisi tecnica: il vivaio, i punti di forza e le aree da sistemare

In prospettiva olimpica, il direttore tecnico ha annunciato che il debriefing operativo si terrà tra un mese per valutare ogni correttivo: “L’avanzata delle nuove leve sta stimolando anche gli atleti più esperti. Il nostro scopo è arrivare al 2028 con una forte iniezione di gioventù e talento. Dalla prossima stagione Kelly Doualla farà il suo ingresso tra le ‘grandi’, mentre nel salto in lungo vivremo il derby in famiglia con i fratelli Inzoli, oltre a ritrovare Furlani”.

Passando in rassegna i singoli comparti, La Torre ha tracciato luci e ombre:
– Salti: rimangono il motore trainante della Nazionale, sebbene si riscontri qualche difficoltà nell’asta e la necessità di nuovi innesti nell’alto femminile.
– Lanci: storico traguardo raggiunto nel giavellotto, con la presenza simultanea di un finalista sia nella prova maschile che in quella femminile nella medesima rassegna.
– Mezzofondo prolungato: serviranno approfondimenti sui 5000 metri, dove manca ancora la capacità di avvicinare il muro dei 13 minuti.
– Ostacoli: comparto da riorganizzare dopo essere passati dai due podi di Roma a due soli finalisti a Birmingham.
– Staffette: la gestione è stata condizionata dalle condizioni fisiche e dai forfait dell’ultimo momento, compresa la rinuncia obbligata a Dezza per il riacutizzarsi del problema al ginocchio.

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