E’ un’Italia da sogno agli Europei. L’azzurro Andy Diaz conquista la medaglia d’oro nel salto triplo agli Europei 2026 di Birmingham. Il trentenne sigla un 18.15 che lo proietta definitivamente nell’Olimpo dei migliori atleti di sempre.
Diaz vola: l’oro continentale e un traguardo epocale
Sulla pedana dell’Alexander Stadium, durante la penultima giornata della rassegna europea, Diaz ha sbaragliato la concorrenza piazzando la misura vincente al secondo tentativo utile. Con un balzo misurato a 18.15 metri, Diaz si è laureato campione continentale, infliggendo una sconfitta netta al rivale portoghese Pedro Pichardo, argento con 17.76 metri.
A completare l’ottimo risultato tricolore ci ha pensato Andrea Dallavalle, bravo a prendersi la medaglia di bronzo atterrando a 17.37 metri. La prestazione di Diaz va ben oltre la conquista del titolo, poiché lo inserisce in una ristretta cerchia di fuoriclasse internazionali.
Fino a ieri, infatti, superare la barriera dei 18 metri era un’impresa riuscita soltanto a 8 saltatori nella storia della disciplina. Il campione europeo diventa oggi il nono membro di questa élite, nonché il primissimo italiano capace di spingersi oltre tale confine tecnico. Prima di questa gara, il suo limite personale era fermo a 17.87 metri, misura registrata poche settimane prima ai campionati nazionali.
Nel mirino il primato assoluto di Edwards
La prestazione ottenuta a Birmingham colloca il portacolori azzurro al quarto posto nelle graduatorie mondiali di tutti i tempi. Analizzando i dati statistici del salto triplo, un balzo superiore ai 18 metri si è verificato in totale soltanto 17 volte.
Prima del clamoroso exploit di Diaz, l’ultimo atleta a superare il muro era stato lo spagnolo Jordan Diaz con 18.18 metri nel giugno 2024, mentre nel 2015 lo statunitense Christian Taylor si era spinto fino a 18.21 metri.
Adesso il prossimo obiettivo dichiarato del trentenne diventa apertamente il record del mondo. Quel traguardo dista esattamente 14 centimetri dal salto piazzato in terra britannica. Il primato globale appartiene tuttora al britannico Jonathan Edwards, che il 7 agosto 1995 segnò un inarrivabile 18.29 metri a Göteborg.
Da 31 anni nessuna prova riesce a scalfire questo limite estremo, reputato uno degli ostacoli più ardui da valicare nell’atletica leggera, persino più complesso da abbattere rispetto alla soglia dei 10 secondi netti sui 100 metri piani. Inoltre c’è da dire anche altro, Diaz aveva già superato quella misura personale, annullando il salto per soli 3 centimetri, in condizioni del tutto sfavorevoli ieri in Inghilterra. Dunque, il traguardo sembra alla portata.










