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Andy Diaz sfida il record del mondo: “I 18 metri sono sempre più vicini”

Andy Diaz
2025 European Athletics Indoor Championships | 6-9 March 2025, Apeldoorn (NED), Omnisport Stadium | Photo: Sportmedia

Il campione mondiale indoor guarda con fiducia agli Europei di Birmingham. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport parla dell’ambizione di superare il primato di Jonathan Edwards e della forza del salto triplo italiano. 

Andy Diaz non nasconde le proprie ambizioni a pochi giorni dagli Europei di atletica di Birmingham. Il campione mondiale indoor e primatista italiano del salto triplo crede di poter raggiungere presto i 18 metri e, in prospettiva, attaccare anche il record mondiale di Jonathan Edwards, ancora imbattuto dopo 31 anni.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’azzurro ha dichiarato: «Punterò i 18 metri, sono sempre più vicini. So che tra il dire e il fare… Ma io credo di poter battere il primato mondiale di Edwards che resiste da 31 anni».

Diaz: “Il salto di Firenze non è stato perfetto”

Il 17.87 realizzato a Firenze ha rafforzato ulteriormente le convinzioni del triplista italiano. Diaz ha spiegato: «Si è detto che il 17.87 di Firenze sia stato misurato male e, a vedere le immagini, potrebbe essere».

L’azzurro ha però evidenziato soprattutto i margini ancora presenti nella propria prestazione: «In ogni caso non è stata una prova perfetta. E la successiva, nulla, era molto lunga».

La barriera dei 18 metri non viene quindi considerata un obiettivo lontano. Il primato di Edwards resta un’impresa estremamente difficile, ma Diaz ritiene di avere ancora spazio per crescere e migliorare la propria misura.

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“Sono in condizione e non avverto pressioni”

Diaz si avvicina alla rassegna continentale con fiducia anche dal punto di vista fisico. «Sono in condizione e non avverto pressioni», ha assicurato alla Gazzetta dello Sport.

Il campione mondiale indoor ha parlato anche della pubalgia che lo aveva condizionato: «Le cure affrontate lo scorso autunno hanno dato i frutti sperati. Al resto ci pensa un gran lavoro di prevenzione e di fisioterapia».

Diaz ha quindi ringraziato Lorenzo Sportolari e Sergio D’Orio, che seguono il lavoro necessario a preservarne la condizione muscolare.

Birmingham e il ricordo del 2017

Il ritorno a Birmingham avrà anche un significato particolare. Nella città inglese Diaz aveva già gareggiato insieme a Fabrizio ai Mondiali indoor del 2017, senza però ottenere il risultato sperato.

«Io e Fabrizio dovremo riscattare l’unica gara fatta insieme, proprio a Birmingham: i Mondiali indoor 2017, un disastro per entrambi», ha ricordato l’azzurro.

Diaz esalta Biasutti e Dallavalle

L’Italia si presenterà agli Europei con una formazione particolarmente competitiva nel salto triplo. Insieme a Diaz ci saranno Simone Biasutti e Andrea Dallavalle.

Il primatista italiano ha elogiato la crescita di Biasutti: «Simone, con il 17.32 e il 17.01 di Firenze, mi ha sorpreso. È stato bravissimo e adesso sono certo che crescerà ancora».

Parole positive anche per Dallavalle: «Andrea, agli Assoluti, ha saltato con rincorsa ridotta una settimana dopo il 17.42 di Madrid».

La conclusione di Diaz fotografa le ambizioni del gruppo azzurro: «A Birmingham saremo uno squadrone».

I possibili avversari agli Europei

Il quadro dei principali rivali appare ancora incerto. Diaz ha raccontato che Jordan Diaz ha lasciato il gruppo guidato da Ivan Pedroso e che non dovrebbe gareggiare durante questa stagione.

«Jordan Diaz ha lasciato il gruppo di Ivan Pedroso, voleva trasferirsi negli Stati Uniti, ma so che vive ancora in Spagna e che per quest’anno non gareggerà», ha spiegato.

Dubbi anche sulla presenza di altri specialisti: «Nemmeno il tedesco Max Hess si è più visto. Spero che Pedro Pichardo, secondo al mondo con il 17.71 del 19 luglio a Doha, unica gara della stagione, si presenti a Birmingham. Non ho notizie, è sparito».

Cosa prenderebbe da Jonathan Edwards

Nonostante l’obiettivo dichiarato di batterne il record, Diaz non considera Edwards il triplista perfetto in ogni aspetto.

«Ne preferisco altri: Taylor, Tamgho, qualche cubano, Fabrizio stesso», ha ammesso il campione azzurro.

Del primatista mondiale, però, sceglierebbe alcune caratteristiche ben precise: «Di Jonathan vorrei la scorrevolezza e la capacità di non perdere velocità, restando radente al suolo: non si percepiva quando staccava. Io balzo troppo».

Il primo obiettivo resta ora Birmingham, dove Diaz proverà a trascinare una delle squadre italiane più competitive della specialità. Sullo sfondo rimangono i 18 metri e quel primato mondiale che l’azzurro considera difficile, ma non impossibile.

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