Ballando con le Stelle come parte del percorso verso l’oro olimpico a Los Angeles 2028. Può sembrare una scelta insolita, ma Fabrizio Donato, allenatore di Andy Diaz, la considera una mossa precisa all’interno della programmazione del triplista azzurro. In un’intervista concessa ai colleghi di Adnkronos, l’ex campione italiano ha spiegato come la partecipazione al programma televisivo non rappresenti una distrazione, bensì un momento di rigenerazione fisica e mentale per Diaz dopo anni vissuti ad altissima intensità.
Donato: “Il programma sarà la nostra arma segreta”
Donato respinge l’idea che Diaz stia sottraendo tempo all’atletica. Al contrario, il tecnico racconta di aver pianificato già prima della chiamata televisiva un periodo meno stressante, pensando proprio al lungo percorso che porterà l’atleta a Los Angeles 2028.
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“Il programma sarà la nostra arma segreta”, ha spiegato ad Adkronos l’allenatore dell’italo-cubano, aggiungendo che ballare può aiutare il classe ’95 a migliorare armonia, ritmo e coordinazione, qualità che hanno punti di contatti anche con il salto triplo.
Un rapporto nato da una richiesta d’aiuto
Nell’intervista emerge anche il lato più umano del rapporto forte tra i due. Donato ricorda il primo contatto con Diaz nel 2021, quando il cubano lo chiamò chiedendo aiuto: “Donato, aiutami, aiutami per favore”. Da lì è nato un legame che va ben oltre quello tra tecnico e atletica. L’ex campione racconta di averlo accolto in famiglia e di aver costruito con lui un percorso fondato su tre principi fondamentali: fiducia, rispetto e affetto.
Oggi Diaz è campione d’Europa e guarda apertamente all’oro olimpico, e Donato non ha dubbi: “Ballando con Le Stelle” non fermerà quel sogno. Anzi, potrebbe diventare uno degli strumenti per arrivarci nelle migliori condizioni possibili.










