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Alex Schwazer conferma a freddo: “Sono innocente, ma non mi difenderò”

Schwazer Alex
Alex Schwazer (FIDAL) - sportface.it

Il nuovo caso di Alex Schwazer, legato alla positività all’EPO, potrebbe mettere fine alla sua carriera: le sue nuove dichiarazioni

Alex Schwazer è risultato positivo all’EPO in un controllo antidoping effettuato in Germania, dove aveva firmato la miglior prestazione europea stagionale nella maratona. Per il 41enne campione olimpico di Pechino 2008 si tratta del terzo caso dopo quelli del 2012 e del 2016.

Dopo la conferenza stampa di ieri, l’altoatesino ha pubblicato un lungo post su Instagram per ribadire la propria innocenza, ma ha anche annunciato una decisione sofferta: non difendersi.

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Sono innocente, non ho assunto EPO né altre sostanze dopanti, ma stavolta non mi difenderò, non ho la forza e l’energia per farlo”, scrive Schwazer. “Le mie priorità ora sono la famiglia, la mia salute e il lavoro. Non ho né l’intenzione né l’energia per ripetere le battaglie legali affrontate dopo l’ingiusta accusa di positività prima delle Olimpiadi di Rio, battaglie lunghe e stressanti che hanno dimostrato la mia innocenza ma mi hanno profondamente segnato”.

Schwazer estenuato dalle lotte con l’anti-doping

L’ex marciatore azzurro spiega di non avere più fiducia nel sistema antidoping: “Non voglio mettere a rischio la mia salute per battaglie che mi sfiniranno a livello psicologico”.

Tuttavia pone una condizione precisa per le controanalisi: “Chiederò le controanalisi solo a condizione che venga analizzata anche la terza provetta, che ha conservato Sandro Donati, e che contiene l’urina residua di quella prelevata il 26 aprile scorso”.

Infine i ringraziamenti: “Ringrazio chi mi è stato vicino in questi anni, il mio staff, il Prof. Donati, i miei tifosi e tutti coloro che mi hanno sostenuto”.

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