Negli ultimi anni l’arrampicata sportiva ha smesso di essere una disciplina di nicchia per diventare uno dei fenomeni sportivi più dinamici e trasversali del panorama italiano. Un cambiamento profondo, misurabile nei numeri, nella diffusione territoriale e nel ruolo sociale che questo sport ha saputo conquistare. Al centro di questa crescita c’è la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI), oggi punto di riferimento di un movimento in piena espansione.
I numeri dell’arrampicata sportiva in Italia
Il fermento che circonda l’arrampicata sportiva è ormai evidente lungo tutta la penisola. Nel 2025 la FASI conta circa 92.000 tesserati, di cui 38.000 donne, un dato che testimonia una partecipazione sempre più equilibrata anche dal punto di vista di genere. La crescita è stata costante e impressionante, nel 2010: 15.000 tesserati, nel 2018: 30.000 tesserati e nel 2025: 92.000 tesserati. In appena sei anni il numero dei praticanti è più che triplicato.
A livello territoriale, le regioni con la maggiore densità di tesseramenti sono Piemonte (20.200), Lombardia (18.600) ed Emilia-Romagna (12.800). Le grandi città giocano un ruolo centrale: Torino guida con 16.000 tesserati, seguita da Milano (10.500) e Roma (6.300), ma la diffusione è capillare anche in realtà medio-piccole come Varese, Trento, Cuneo e Prato.
Parallelamente cresce anche la rete organizzativa: nel 2025 le società affiliate alla FASI sono 284, con una forte concentrazione in Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto. Un numero destinato ad aumentare, grazie alle continue richieste di affiliazione da parte di associazioni sportive che scelgono di dedicarsi esclusivamente all’arrampicata o di integrarla nella propria offerta.
Questo trend si inserisce in un quadro globale: secondo la IFSC, in Europa si stimano oltre 5 milioni di arrampicatori, mentre a livello mondiale i praticanti oscillano tra 40 e 60 milioni, con una forte concentrazione nella fascia 18–35 anni.
Dalla “sport-roccia” alle Olimpiadi: una storia giovane ma intensa
L’arrampicata sportiva nasce come una “scissione” culturale dall’alpinismo tradizionale, affermandosi inizialmente come forma di ribellione e sperimentazione negli Stati Uniti, in particolare nel parco di Yosemite. Negli anni ’80 diventa disciplina autonoma, sicura e regolamentata.
Il momento fondativo arriva nel 1985 a Bardonecchia, con SportRoccia, la prima competizione internazionale. Due anni dopo, nel 1987, nasce la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana a Torino, nello stesso anno in cui prende vita il Rock Master, evento che porta l’arrampicata sotto i riflettori internazionali.
Il riconoscimento CONI come Disciplina Sportiva Associata arriva nel 1990, mentre nel 2007, sotto l’egida italiana, nasce la Federazione Internazionale IFSC, oggi composta da 74 federazioni nazionali.
Il passaggio epocale avviene nel 2016, con l’ingresso ufficiale dell’arrampicata sportiva nel programma olimpico di Tokyo 2020. Da quel momento la disciplina entra definitivamente nel grande sport mondiale. Nel dicembre 2021 la FASI ottiene il riconoscimento come Federazione Sportiva Nazionale, un traguardo storico che consolida il ruolo istituzionale del movimento.
Benefici fisici, mentali ed educativi
Il successo dell’arrampicata sportiva non è solo mediatico. I benefici della pratica sono molteplici e profondi. Come sottolinea Davide Battistella, Presidente FASI e medico della Federazione Medico Sportiva Italiana, l’arrampicata sviluppa concentrazione, coordinazione, equilibrio e consapevolezza corporea.
Dal punto di vista evolutivo, l’arrampicare rappresenta uno schema motorio naturale, fondamentale per lo sviluppo del bambino. Migliora autostima, propriocezione e capacità cognitive, risultando propedeutico a qualunque altra disciplina sportiva.
Anche sul piano psicologico l’impatto è rilevante: l’arrampicata è un potente antistress, richiede attenzione totale, favorisce l’autocoscienza e stimola la resilienza. Inoltre è uno sport che educa alla fiducia reciproca e alla collaborazione, rafforzando il senso di appartenenza a una vera e propria community.
Arrampicata come strumento sociale e inclusivo
Negli ultimi anni la FASI ha investito con convinzione nel valore sociale dello sport. Emblematico è il progetto avviato nel Rione Sanità di Napoli, presso la struttura “Cristallini 73”, dove una parete di arrampicata è diventata strumento di inclusione, riscatto e crescita educativa per bambini e giovani di un quartiere complesso. L’esperienza è stata replicata anche nel nuovo Centro sportivo di Caivano, trasformando luoghi simbolo di degrado in spazi di opportunità.
Grande attenzione è riservata anche al Para climbing. Dal 2010 la FASI è riconosciuta dal CIP e nel 2024 ha ottenuto lo status di Federazione Sportiva Nazionale Paralimpica. I tesserati CIP sono passati da 75 nel 2020 a 201 nel 2025, con 73 atleti agonisti. Il Para climbing sarà inoltre presente alle Paralimpiadi di Los Angeles 2028.
Arrampicata e riabilitazione: la frontiera della ricerca
L’arrampicata si sta affermando anche come strumento riabilitativo. A febbraio 2025, presso l’IRCCS Gaslini di Genova, è stata inaugurata la prima parete multisensoriale al mondo dedicata alla riabilitazione neurofisiologica infantile. Un progetto pionieristico che unisce scienza, sport e gioco, già capace di produrre risultati clinici incoraggianti.
Esperienze simili sono state avviate anche all’Ospedale riabilitativo di Pergine Valsugana, confermando il potenziale terapeutico dell’arrampicata adattata.
Verso la terza Olimpiade e nuovi traguardi
Dopo Tokyo 2020 e Parigi 2024, l’arrampicata sportiva guarda a Los Angeles 2028, dove verranno assegnate tre medaglie per genere, una per ciascuna specialità: Speed, Boulder e Lead. Un riconoscimento che valorizza pienamente la complessità e la ricchezza della disciplina.
Centri Tecnici Federali ed eventi internazionali
Il cuore tecnico del movimento è l’Arco Climbing Stadium, Centro Tecnico Federale FASI, rinnovato grazie ai fondi PNRR. Qui si svolgono eventi di caratura mondiale come il Rock Master e, nel luglio 2026, i Campionati del Mondo Giovanili.
Un secondo Centro Tecnico Federale aprirà a Roma, presso il CPO Giulio Onesti, rafforzando ulteriormente la struttura federale.
Uno sguardo al futuro
Il calendario agonistico 2026, ricco e articolato, insieme agli eventi internazionali ospitati in Italia, testimonia una federazione in piena salute. Gli obiettivi sono chiari: crescita strutturata delle Nazionali, sviluppo dei Centri Tecnici, rafforzamento del settore giovanile e consolidamento del ruolo sociale dell’arrampicata.
L’Italia che scala è ormai una realtà solida. E la FASI ne è il motore, con lo sguardo puntato sempre più in alto.










