La Federazione Arrampicata Sportiva Italiana è presente a Rimini fino a sabato 27 giugno nell’area “Via dello Sport” di ExpoAid 2026. Nella giornata inaugurale il Ministro Andrea Abodi ha salutato gli atleti della Nazionale italiana di Para climbing.
La FASI porta il Para climbing al centro di ExpoAid 2026 – “io, Persona di valore”, l’appuntamento nazionale dedicato a disabilità, inclusione e Terzo settore, iniziato ieri a Rimini e in programma fino a sabato 27 giugno.
La Federazione Arrampicata Sportiva Italiana è presente all’interno della “Via dello Sport”, lo spazio riservato alle attività dimostrative e alla possibilità di provare diverse discipline. Per l’occasione è stata allestita una torre d’arrampicata pensata per avvicinare bambini, famiglie, curiosi e appassionati al mondo del Para climbing attraverso un’esperienza diretta, accessibile e in sicurezza.
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La visita del Ministro Abodi allo spazio FASI
Nel corso della giornata inaugurale di ieri, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha visitato lo spazio federale della FASI e ha salutato gli atleti della Nazionale italiana di Para climbing presenti a Rimini.
Con loro anche la Direttrice Tecnica Cristina Cascone e la Consigliera Federale Camilla Bendazzoli.
La torre d’arrampicata allestita dalla FASI ha raccolto grande entusiasmo, soprattutto tra i tanti bambini che hanno avuto la possibilità di provare la disciplina con il supporto di tecnici federali specializzati, in collaborazione con la sezione del CAI di Rimini.
Gli atleti della Nazionale sulla parete con bambini e famiglie
A rendere ancora più significativa l’esperienza è stata la presenza di alcuni atleti della Nazionale italiana di Para climbing: Lucia Capovilla, Fiamma Cocchi, Chiara Cavina e Gian Matteo Ramini.
La loro partecipazione ha trasformato la parete in un luogo di incontro e condivisione, mostrando in modo concreto il valore dello sport come strumento per abbattere barriere, creare relazioni e valorizzare le capacità di ogni persona.
Abodi: “Un’immagine potente di inclusione praticata”
Il Ministro Andrea Abodi ha sottolineato il valore dell’iniziativa, evidenziando la capacità dello sport di trasformare in esperienza concreta il diritto alla partecipazione.
Secondo Abodi, vedere bambini, tecnici e atleti della Nazionale condividere la parete rappresenta “un’immagine potente di inclusione praticata”. Il Ministro ha inoltre definito il Para climbing un esempio virtuoso di come lo sport possa aprire spazi, generare fiducia e valorizzare le potenzialità di ciascuno.
Battistella: “Orgoglio per la Federazione”
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente della FASI, Davide Battistella, che ha evidenziato l’importanza della presenza federale a ExpoAid con una torre d’arrampicata dedicata al Para climbing.
Per Battistella si tratta di un motivo di orgoglio per la Federazione, impegnata nello sviluppo di uno sport sempre più accessibile e inclusivo. Il Para climbing, ha rimarcato il presidente, è una parte fondamentale del movimento FASI e iniziative come questa permettono di far conoscere la disciplina non solo attraverso il racconto, ma anche tramite la prova diretta.
Cascone: “L’arrampicata permette a ciascuno di trovare il proprio modo”
Per Cristina Cascone, Direttrice Tecnica della Nazionale italiana di Para climbing, ExpoAid rappresenta un’occasione preziosa per avvicinare nuove persone alla disciplina.
Cascone ha spiegato che l’arrampicata è uno sport estremamente adattabile, perché consente a ciascuno di trovare il proprio modo di affrontare la parete. Il Para climbing, ha aggiunto, non è una versione ridotta dell’arrampicata, ma una disciplina vera, tecnica ed emozionante, nella quale ogni atleta può esprimere talento e personalità.
FASI, inclusione e crescita del Para climbing
La partecipazione della FASI a ExpoAid 2026 conferma l’impegno della Federazione nella promozione del Para climbing e nella costruzione di percorsi sportivi sempre più aperti, qualificati e inclusivi.
A Rimini la torre d’arrampicata diventa così uno spazio simbolico e concreto: non solo una struttura sportiva, ma un punto di incontro in cui bambini, famiglie, tecnici e atleti possono condividere un’esperienza capace di raccontare il valore più autentico dell’inclusione attraverso lo sport.









