L’angolo del ricordo: la sbarra d’oro di Igor Cassina ad Atene 2004

Igor Cassina - Foto: Facebook Igor Cassina

La ginnastica artistica richiede una grande forza fisica, ma a volte non lo si percepisce perché a volteggiare in aria sono fuoriclasse che hanno nell’eleganza il loro tratto distintivo. Tra questi vi è Igor Cassina, il primo (ed unico, almeno per ora) ginnasta italiano capace di conquistare l’oro olimpico. La notte magica che lo consacrò fu quella del 23 agosto 2004, alle Olimpiadi di Atene. Solo qualche giorno prima la ginnastica tricolore aveva festeggiato il bronzo del Signore degli Anelli Jury Chechi e si preparava ad un’altra entusiasmante gara, che avrebbe visto nelle vesti di favorito Igor Cassina. L’azzurro infatti, arrivò all’appuntamento a cinque cerchi da vice campione del mondo in carica, in virtù dell’argento iridato vinto nel 2003 alle spalle del giapponese Takehiro Kashima, assente illustre della finale olimpica.

Normalmente, il pubblico segue le gare di ginnastica artistica in “religioso silenzio” e al termine dell’esercizio applaude limitandosi a qualche commento. In questo senso, la finale olimpica di Atene fu anomala: i voti della giuria non piacquero agli spettatori, che alzarono la voce per chiedere maggiore equità. I punteggi di quella serata (similmente a quanto accadde nella finale degli anelli) sembrarono ben poco oggettivi. La tensione aumentò quando arrivò il turno degli ultimi tre ginnasti: il russo Alexey Nemov, l’americano Paul Hamm e l’azzurro Igor Cassina. I giudici assegnarono a Nemov lo scandaloso punteggio di 9.725, scatenando l’ora del pubblico che diede vita ad un quarto d’ora di forti proteste. I giudici rividero il punteggio, alzato a 9.762 e Nemov chiese al pubblico di calmarsi, permettendo così la ripresa della gara.

Poi toccò all’americano Hamm, autore di un esercizio pulito che gli consentì di ottenere 9.812 punti. Anche questo punteggio venne considerato ingiusto (questa volta perché troppo alto) e si scatenarono nuovamente le proteste del pubblico. Altra interruzione di gara, che di certo non favorì la concentrazione dell’azzurro, costretto ad attendere ancora. Finalmente arrivò il turno di Bilo, il ginnasta della Brianza che di lì a poco avrebbe scritto una indelebile pagina di storia. L’azzurro svolse un esercizio eccellente, impreziosito dal difficilissimo movimento Cassina, così nominato dalla Federazione internazionale in onore del ginnasta di Meda che per primo lo presentò. I giudici si espressero assegnando a Cassina il punteggio di 9.812, lo stesso dell’americano. La regola degli scarti però rese giustizia a quanto visto in pedana e l’oro andò a Igor Cassina, il ginnasta della Brianza che entrò nel cuore degli italiani.