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Vela

Caterina Banti: “Delusa da una certa mentalità molto maschilista della vela”

Ruggero Tita e Caterina Banti
(240805) -- MARSEILLE, Aug. 5, 2024 (Xinhua) -- Ruggero Tita/Caterina Marianna Banti of Italy react after the mixed multihull race of the sailing events of Paris 2024 Olympic Games at the Marseille Marina in Marseille, France, Aug. 5, 2024. (Xinhua/Zheng Huansong) - Zheng Huansong -//CHINENOUVELLE_XxjpseE008482_20240806_MVPFN0A001/Credit:CHINE NOUVELLE/SIPA/2408060702

“Sono delusa da una certa mentalità molto maschilista della vela. Faccio un esempio: World Sailing ha annunciato i finalisti del Premio dell’anno, nella categoria maschile c’è il nome di Ruggero Tita, ne sono contenta, ma in quella femminile non c’è il mio. Insieme siamo nominati nella categoria a squadra. Ma Ruggero non gareggia da solo, i titoli li abbiamo vinti insieme. Tra i giovani c’è Vittorio Bonifacio, ma non la timoniera, Lisa Vucetti. Eppure sono un equipaggio misto. La Fiv ha subito chiesto spiegazioni. Mi chiedo: perché le donne a un certo punto scompaiono dalla vista? In un momento in cui il mondo olimpico, le istituzioni, federazioni e Coni e persino la Coppa America si aprono alla parità di genere?”. Lo ha detto Caterina Banti, doppio oro nelle vela alle Olimpiadi, in un’intervista molto interessante concessa a Repubblica nell’edizione di oggi in edicola.

Su Luna Rossa e i team misti non graditi da Bertelli e sul trattamento delle donne nello sport: “Lui è un uomo d’altri tempi, quando le donne mettevano paura, portavano disturbo e disgrazie. Ma è veramente così o sono solo pregiudizi? L’uomo è più diretto e pratico? Spesso sì. La donna forse sarà meno concreta, ma ha grande forza e resistenza mentale. Dico questo: se non ci date l’opportunità di provare, come potete dire che siamo inadatte. Mettete alla prova i nostri meriti e poi scartateci. Ma dopo, non prima. Come possiamo diventare brave se non ci viene data un’occasione? Se non s’inizia mai come in F1 è un’esclusione dettata dal pregiudizio. Tita e io abbiamo vinto molto insieme, lui prenderà il timone nella prossima Coppa America, se lo merita davvero. Ma la vela non è solo una questione fisica. Se poi per i media l’attrazione è solo se lui e lei stanno insieme è un’altra storia. Ai Giochi di Tokyo ce lo chiedevano sempre: come mai tu e Ruggero non siete fidanzati? La relazione sessuale: solo quella sembrava interessare. Non la collaborazione vincente nonostante le diversità dei caratteri, non i ruoli interscambiali, non i percorsi di vita, non le personalità”.

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