Wimbledon 2018, Williams: “I controlli antidoping devono essere uguali per tutti”

Serena Williams Indian Wells 2018 Serena Williams - Foto Ray Giubilo

Serena Williams torna a Wimbledon dopo l’assenza nel 2017. La statunitense, per la prima volta in campo in uno Slam al Roland Garros di qualche settimana fa, è stata omaggiata dagli organizzatori della testa di serie numero 25 nonostante sia ben al di fuori delle prime 100 nel ranking. “Sarei ingrata se dicessi che è una testa di serie bassa – ha dichiarato nella conferenza stampa pre-torneo – Sono anzi rimasta molto sorpresa. Sono qui per dare il massimo”.

A Parigi fu costretta al ritiro e a dichiarare forfait prima del match contro Sharapova per un infortunio ai pettorali. “Non ho servito prima di arrivare qui a causa di questo problema, ho fatto parecchia fisioterapia e due volte al giorno. Dopo tre settimane senza provare la battuta non sono sicura vada ancora al massimo della velocità”.

Per Serena si tratterà del primo Wimbledon da mamma e a tal proposito ha raccontato un aneddotto emozionante: “Ho portato Olympia sul Centre Court qualche giorno fa. Le ho raccontato di una ragazza che aveva un sogno… Avevo un nodo alla gola”.

L’attenzione si sposta poi sui controlli anti-doping, uno dei quali saltato alle 8.30 del mattino perché non in casa. L’ex numero 1 al mondo, la più testata nel 2018 con ben 5 controlli, aveva dichiarato di sentirsi ‘perseguitata’ e ha chiarito il concetto: “Voglio che tutti siano trattati egualmente. Non mi porta il numero dei controlli ma che questi siano uguali e corretti anche per tutti gli altri”. 

Infine un pensiero per Federer, che qualche giorno fa aveva definito Serena Williams la più forte di sempre: “Mi ha sorpreso leggere questa cosa, io penso lo stesso di lui: è un grande giocatore e una persona incredibile”. 

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia