Francesco Maestrelli, 24 anni, ha colto l’occasione degli Australian Open per rivelarsi al grande pubblico.
A Melbourne il pisano si è preso la scena centrando la qualificazione al main draw di uno Slam per la prima volta in carriera, superando il turno iniziale, prima di fermarsi al secondo contro Novak Djokovic.
Intervista a Maestrelli, nuova stella del tennis italiano
L’ottimo risultato in Australia ha permesso a Maestrelli di farsi conoscere dal grande pubblico ma anche di proiettarsi a ridosso della top 100, con il best ranking già aggiornato al numero 112.
Anche di questo Maestrelli ha parlato nel corso di un’intervista concessa a Tuttosport. Il suo percorso non è stato lineare visto che da ragazzo si divideva tra tennis e calcio, arrivando anche nelle giovanili del Pisa. A 14 anni la scelta definitiva: la racchetta.
«Nel tennis il destino è nelle tue mani – ha spiegato – anche se dietro c’è sempre una squadra».
La sua squadra non lo accompagna in campo, ma oggi funziona alla perfezione, guidata dall’head coach Giovanni Galuppo, da Alessandro La Cognata e dal preparatore atletico Mauro Atencio, con cui ha costruito un rapporto solido e di fiducia. Il primo titolo Challenger è arrivato a Verona nel 2022, poi una fase di assestamento prima dell’esplosione nel 2025, stagione chiusa con tre Challenger vinti.
«A 20 anni non ero pronto – racconta – ho dovuto lavorare sulle basi, anche mentali, per fare il salto di qualità».
Melbourne, in questo senso, potrebbe rappresentare una tappa fondamentale con la sfida con Djokovic che resterà un ricordo speciale. Emozionante e formativa, dentro e fuori dal campo. «Nei primi due set sono fiero della mia partita, il punteggio non racconta tutto, Nel terzo set sono calato e lui ha alzato i toni ma mi promuovo per il match disputato».
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A fine match, parole di stima reciproca e la sensazione di essere sulla strada giusta. «Io l’ho ringraziato per la “lezione”, lui si è complimentato per il mio gioco e il mio percorso».
Il programma di Maestrelli
In questa stagione il programma di Maestrelli prevede il Challenger a Tenerife, poi le qualificazioni a Indian Wells e Miami. Maestrelli non guarda la classifica:
«Devo migliorare servizio, risposta e gioco a rete. I risultati verranno. Come tutti gli italiani sono cresciuto sul rosso ma mi rendo conto che il mio tennis può essere efficace anche sul cemento».
Il sogno? «Esordire a Wimbledon».










