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Serena Williams torna a Wimbledon a 44 anni: le sfide fisiche dopo quattro anni di stop

Tennis Miami Open
Serena Williams is seen watching Novak Djokovic Vs Lorenzo Musetti during The Miami Open at Hard Rock Stadium on March 25, 2025 in Miami Gardens Featuring: Serena Williams Where: Miami Gardens, Florida, United States When: 25 Mar 2025 Credit: Robert Bell/INSTARimages

La campionessa statunitense rientra sull’erba londinese dopo una lunga inattività. Il fisiatra Andrea Bernetti analizza le possibili difficoltà: esplosività, recupero, rigidità muscolare e rischio infortuni.

Serena Williams torna sull’erba di Wimbledon

La Regina torna a Wimbledon. Serena Williams, a 44 anni e dopo quasi quattro anni di inattività, parteciperà di nuovo al torneo inglese che l’ha vista trionfare sette volte in singolare, sei in doppio e una in doppio misto.

Il ritorno di “The Queen” sull’erba londinese rappresenta un evento che va oltre la semplice cronaca sportiva. Il talento non ha età, ma il rientro ad alto livello dopo un lungo stop porta con sé interrogativi importanti dal punto di vista fisico.

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Le sfide fisiche secondo Bernetti

A spiegare i possibili rischi è Andrea Bernetti, medico fisiatra, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer, Società italiana di medicina fisica e riabilitativa.

Secondo l’esperto, Serena Williams dovrà confrontarsi con alcune criticità tipiche degli atleti over 40: perdita di forza esplosiva, ridotta capacità di recupero, calo di velocità e potenza, maggiore rigidità di muscoli e articolazioni e aumento del rischio di infortuni.

“Il tennis moderno – spiega Bernetti – è uno sport che richiede esplosività, aspetto caratteristico della carriera di Serena, ma anche cambi di direzione repentini e alta velocità di reazione. Nei cosiddetti atleti ‘Master’ (over 35-40), l’invecchiamento biologico innesca processi inevitabili che modificano la risposta ai carichi e possono compromettere ognuno di questi aspetti. In particolare, con il superamento dei 40 anni si assiste a una progressiva atrofia e perdita delle fibre responsabili della forza esplosiva. Come evidenziato da alcune ricerche scientifiche sull’invecchiamento neuromuscolare, questo si traduce in una minore velocità nello scatto breve e in una ridotta potenza al servizio”, prospetta lo specialista.

Recupero, resistenza e rischio tendinopatie

Il ritorno di Williams dovrà fare i conti anche con la capacità di recupero tra gli scambi, aspetto decisivo nel tennis moderno, soprattutto sull’erba.

“Anche la capacità aerobica massima (VO2 max) e la frequenza cardiaca massima – prosegue il medico-fisiatra – diminuiscono fisiologicamente di circa il 10% per decennio dopo i 30 anni, limitando la capacità di recupero tra uno scambio lungo e l’altro. Senza considerare come, nelle atlete di sesso femminile over 40, possono essere presenti fluttuazioni ormonali con un progressivo calo dei livelli di estrogeni. Come dimostrato in letteratura, gli estrogeni svolgono un ruolo cruciale anche nella sintesi del collagene. Un loro calo riduce quindi l’elasticità di tendini e legamenti, aumentando rigidità del sistema muscolo-scheletrico. Questo espone potenzialmente la tennista a un rischio significativamente più alto di tendinopatie (in particolare al tendine d’Achille, rotuleo e alla cuffia dei rotatori della spalla)”.

Il nodo della lunga inattività

Non c’è solo l’età. A pesare sul ritorno di Serena Williams potrebbe essere anche la lunga assenza dalle competizioni.

“Un altro aspetto rilevante” segnalato da Bernetti “è l’assenza della campionessa dalle competizioni da molti tempo. Sicuramente il talento puro e la memoria motoria non si cancellano”, premette. “Tuttavia, l’età e il disuso possono creare non pochi problemi. Alcuni studi internazionali condotti sugli effetti dell’interruzione protratta degli stimoli ad altissima intensità hanno dimostrato come porti a una drastica caduta della tolleranza al carico dei tessuti sottoposti alle sollecitazioni dell’attività sportiva. Paradossalmente, è più facile ritrovare fitness cardiovascolare che le proprietà biomeccaniche dei i tessuti connettivi di cartilagini e tendini. Il rischio principale, quindi, non è la fatica, ma l’infortunio muscolo-scheletrico (lesioni muscolari, tendinopatie, traumi articolari)”, puntualizza l’esperto.

Strategia e prevenzione per tornare competitiva

Per Bernetti, il rientro di Serena Williams dovrà essere accompagnato da un approccio diverso rispetto al passato. La campionessa dovrà puntare sulla gestione tattica degli scambi e su un lavoro preventivo mirato.

“L’approccio della Williams – suggerisce Bernetti – dovrà quindi necessariamente cambiare. Dovrà fare un affidamento estremo sull’intelligenza tattica per accorciare gli scambi. Poi è fondamentale lavorare molto dal punto di vista preventivo e riabilitativo per preparare i tessuti ai carichi del tennis giocato sull’erba, la cui superficie scivolosa e irregolare richiede una stabilità propriocettiva perfetta”.

Il ritorno di Serena a Wimbledon resta dunque un evento dal fortissimo valore sportivo e simbolico. La sfida, però, non sarà soltanto contro le avversarie: sarà anche contro il tempo, il corpo e le esigenze di un tennis sempre più fisico.

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