Roland Garros 2018, analisi del tabellone femminile

di - 26 maggio 2018
Maria Sharapova - foto Adelchi Fioriti

Un incalzante susseguirsi di tornei di altissimo livello e sfide tra le migliori giocatrici al mondo ci ha portati fino a qui, alle soglie del secondo torneo dello Slam dell’anno, il Roland Garros 2018, il giro di boa che segna la metà della stagione. E ci si arriva esattamente come si era partiti a inizio anno: nel caos. In ordine cronologico, Bertens, Pliskova, Mertens, Kvitova, Svitolina, sono state le giocatrici capaci di conquistare un torneo su questa superficie e mancano all’appello grandi nomi. Primo su tutti quello di Simona Halep, la cui costanza -insieme a qualche demerito della concorrenza- le ha permesso di rimanere in cima alla classifica. A Roma mostra finalmente un ottimo tennis per un buon numero di partite, ma la finale con Svitolina ha messo in luce i limiti che le impediscono di essere vincente quanto potrebbe. La semifinale contro Maria Sharapova è stata una lotta di altissimo livello, anche se la stanchezza accumulata dalla russa ha contribuito alla vittoria di Halep. Ma è proprio Sharapova ad aver dato i segnali migliori: tennis degli anni d’oro, vittorie lottate in 3 set e tanta grinta, la siberiana si è trovata decisamente a suo agio sui campi romani e potrebbe essere stata una tappa fondamentale verso i piani alti della classifica. Grazie a questo risultato sarà testa di serie a Parigi, una fortuna tanto per lei quanto per le migliori. Ma a Parigi insieme a Sharapova ci saranno altre due giocatrici che da ora in poi potrebbero tornare a essere tra le protagoniste del tour: si tratta delle neomamme, Serena Williams e Victoria Azarenka. La prima sembra essere definitivamente pronta a rientrare, dopo i forfait a Madrid e Roma, mentre la seconda ha già giocato ma non ha avuto particolare fortuna nei sorteggi, trovando subito Pliskova e Osaka. La bielorussa avrebbe bisogno di giocare qualche match in più, come le è capitato a Miami, e troverebbe con i giorni le migliori sensazioni.

A difendere il titolo c’è una delle più grandi sorprese della passata stagione, la lettone quasi 21enne Jelena Ostapenko. Che fosse una delle grandi promesse del circuito lo si sapeva già da tempo, che avesse un gioco capace di mettere in difficoltà chiunque anche, ma che fosse pronta, a 20 anni compiuti nel corso del torneo, ad aggiudicarsi il primo Slam della propria carriera, questo non lo avevano pronosticato in molti. Spesso si sente dire o si legge che Ostapenko è ai vertici della classifica solo grazie al quel Roland Garros e che nei mesi a venire non abbia fatto risultati, ma questo è un mito da sfatare. Senza i 2000 punti dello Slam parigino Jelena sarebbe comunque prossima alla top10 e con un torneo discreto potrebbe restare tra le migliori 10 al mondo. Confermare quanto di buono fece qui 12 mesi fa non sarà semplice, sia perché per la prima volta gioca da campionessa in carica, sia perché il tabellone non le ha sorriso eccessivamente, sia perché i risultati su terra finora non sono stati eccezionali. A Roma ha dato buoni segnali, perdendo ai quarti solo da Sharapova, una sconfitta accettabile.

Le giocatrici che arrivano a Parigi con il miglior stato di forma fisica e mentale sono Svitolina, Kvitova e Pliskova. L’ucraina ha confermato il titolo a Roma, battendo stavolta in modo molto più netto Halep dopo una settimana di altissimo livello che l’ha vista soffrire solo un set con Kasatkina. Svitolina però negli Slam non ha ancora trovato acuti, quindi è difficile darla tra le favorite al titolo, ma ha ottime possibilità di raggiungere le fasi finali per la prima volta in carriera. Kvitova ha vinto i tornei di Praga e Madrid prima di dare forfait a Roma per potersi ricaricare. Il tennis messo in mostra dalla due volte vincitrice di Wimbledon è stato da vera dominatrice ma la terra di Parigi è tutta un’altra storia. Se si mette in conto anche la differenza di clima, la ceca esce dal gruppo di favorite al titolo. Servirebbero due settimane perfette, che a Parigi non ha mai trovato. Discorso diverso invece per Pliskova, che nonostante un gioco troppo piatto per questa superficie ha cominciato a trovare il giusto feeling. Lo scorso anno aveva concluso la stagione su rosso con una semifinale al Roland Garros e quest’anno ha continuato a mostrare miglioramenti, con il titolo a Stoccarda e la vittoria prestigiosa contro Halep a Madrid. A Roma esce di scena infuriata nella partita contro Sakkari, match in cui sul 5/5 al terzo e parità è stato tolto un punto alla ceca in modo piuttosto clamoroso. Senza dubbi Karolina tornerà in campo con la tranquillità che la contraddistingue, ma il sorteggio non è stato benevolo.

Per quanto riguarda le azzurre, ben 4 saranno al via nel main draw, due di diritto e due passate attraverso le qualificazioni. Sono proprio queste ultime due a fare più clamore: Deborah Chiesa, classe 1996, si è qualificata per la prima volta in carriera per il tabellone principale di uno Slam, con vittorie importanti e in due set ai danni diZidansek e Rus, oltre che una grande rimonta al primo turno ai danni di Priscilla Hon. E se per Chiesa sarà una prima volta, per Schiavone sarà la 18esima consecutiva, lei che è stata la vincitrice nel 2010 e finalista nel 2011. La leonessa ha sofferto solo all’esordio con la canadese Zhao prima di marciare su Loeb e soprattutto Rodina, a cui ha lasciato un solo game. Per Schiavone nel main draw ci sarà Kuzmova, 20enne slovacca in piena ascesa, mentre per Chiesa sorteggio complicato con Bencic. La svizzera rientra da un infortunio e su terra fatica più che su veloce, ma il suo gioco d’anticipo può scardinare le difese della allieva di Piccari. Sorteggio benevolo al primo turno per Giorgi che trova Min, l’americana che ha messo fine alla corsa di Trevisan -l’italiana conduceva 3-0 nel parziale decisivo-. Per Camila è un match fattibile, dal secondo turno invece le cose si complicherebbero con Sevastova. Ultima azzurra in gara è Sara Errani, che a Roma ha lamentato un malessere generale, dovuto probabilmente ai potenti antinfiammatori presi per i problemi muscolari. Errani trova al primo turno la transalpina Cornet, avversaria che conosce benissimo e che ha battuto 4 volte su 7 incontri diretti, ma su terra è in vantaggio la francese per 2 a 1. Errani però potrà contare sull’atmosfera del torneo a cui è più affezionata, il torneo che l’ha vista raggiungere la prima e unica finale Slam. Il secondo turno sarebbe eventualmente sempre con una giocatrice francese -Parmentier o Paquet- prima dello scontro con Wozniacki, per cercare una rivincita della partita persa a Istanbul.

 PRIMO QUARTO: HALEP-GARCIA

Inizia con due partite di riscaldamento con Riske e Townsend la corsa di Halep, prima di trovare partite più ostiche. Il terzo turno con Mladenovic sarebbe già un buon banco di prova, con la transalpina che proverà a fare gli onori di casa. Agli ottavi una tra Mertens e Gavrilova, troppo leggere per far male alla rumena, che potrebbe faticare davvero poco per raggiungere i quarti di finale. Ben altra storia per Garcia, che dopo il secondo turno con Krunic troverebbe una tra Zhang e Begu, sempre pericolose. Agli ottavi poi Kerber o Bertens, dunque un match durissimo in ogni caso. A provare a scombinare le carte in questo primo spot vi saranno Sabalenka, Sasnovich e Vondrousova. La prima in particolare affronterà l’olandese Bertens all’esordio, una delle migliori interpreti del rosso quest’anno, che dovrà tenere altissimo il livello fin da subito. L’eventuale quarto di finale tra Halep e Garcia vedrebbe la prima avanti nei precedenti 4-1 e soprattutto vincitrice dell’ultimo scontro diretto, giocato solo pochi giorni fa a Roma. Una vittoria netta che potrebbe ripetersi, soprattutto considerando che Garcia non ha mai brillato davanti al proprio pubblico, raggiungendo i quarti nel 2017 grazie ad un ottimo tabellone. Si pensi che a Parigi non ha mai battuto una giocatrice nelle prime 40 del mondo.

SECONDO QUARTO: MUGURUZA-PLISKOVA

La fetta di tabellone più ricca, più prestigiosa e sicuramente la più attesa, oltre che incerta. Muguruza una delle teste di serie più sfortunate di questa edizione, con esordio contro la campionessa del 2009 Svetlana Kuznetsova. Al terzo turno per lei Pavlyuchenkova o Stosur e poi una tra Vandeweghe, Siegemund e Bencic. L’americana ha palesato a Roma tutte le sue difficoltà sul rosso e sicuramente Siegemund proverà a prendersi la rivincita di Stoccarda. Nel caso in cui Bencic non dovesse essere a posto fisicamente, anche Deborah Chiesa troverebbe spazio in questo spot. Per Karolina Pliskova invece ci sono due derby, con Krejcikova e Safarova, prima dello scontro titanico con Maria Sharapova. La russa sta tornando in grande forma e una vittoria su Pliskova potrebbe farle da trampolino per andare direttamente a sfidare Halep in semifinale, ovviamente Serena Williams permettendo. La migliore giocatrice di questo secolo, se non di sempre, torna in campo contro Krystina Pliskova ma i problemi inizieranno al secondo turno contro Barty. La giovane aussie ha il tennis per mettere in difficoltà anche le migliori e servirà già una buona Serena per avanzare, ma bisogna osservare che l’australiana è stata costretta al ritiro a Norimberga per un infortunio alla schiena. Superata Barty ci sarebbe Goerges, che dopo un grande inizio di stagione sta rifiatando, oppure Cibulkova, protagonista di un grande match a Roma contro Sharapova e finalista a Strasburgo. Un ottavo di finale tra Williams e Sharapova sarebbe probabilmente il match più seguito del torneo. Nel difficile caso in cui Muguruza e Pliskova si trovassero ai quarti, la ceca guida 7 a 2 nei precedenti e sembra essere favorita al momento.

TERZO QUARTO: OSTAPENKO-SVITOLINA

Inizia da Katerina Kozlova la difesa del titolo per Ostapenko, ma il vero problema è al secondo turno, con una tra Siniakova e soprattutto Victoria Azarenka. Non va però sottovalutata la ceca, che sa ben contrastare i giochi di potenza, soprattutto su superfici lente. Meno impegnativo il terzo turno, con Strycova o Makarova prima degli ottavi contro Venus Williams o Petra Martic, pericolosa sulla terra parigina. Primo turno più complicato per Svitolina, che trova una sempre più vicina alla forma d’oro Tomljanovic, finalista a Lugano. Al secondo potrebbe dover sfidare Schiavone, più ostica della giovane Kuzmova, meno adatta alla terra e con poca esperienza sui grandi palcoscenici. Il terzo turno con Buzarnescu ha sicuramente qualche insidia in più, ma arrivare agli ottavi è alla portata di Elina. Qui dovrebbe trovare Keys o Osaka, molto discontinue su questa superficie, dunque l’ucraina potrebbe arrivare ai quarti senza eccessivi problemi se riuscisse a sfruttare il tabellone favorevole. Nell’eventuale quarto di finale tra Ostapenko e Svitolina, la lettone partirebbe favorita per gli head to head, che la vedono in vantaggio 2 a 0, ma sarebbe probabilmente una sfida alla pari in campo.

QUARTO QUARTO: KVITOVA-WOZNIACKI

13 vittorie su 14 partite, questo è il bilancio di Petra Kvitova su terra rossa nel 2018, la superficie che dovrebbe esserle meno congeniale. Vero che a Praga il clima e l’atmosfera erano a lei favorevoli, vero che a Madrid l’altura la aiuta e che in Fed Cup ha giocato indoor, ma Kvitova è in ogni caso una delle favorite per il titolo. Uno Slam è sempre un discorso a parte e lei a Parigi non si è mai espressa al meglio -una sola volta oltre gli ottavi, quando nel 2012 raggiunse il penultimo atto senza affrontare alcuna top50-, ma fermarla sarà complicato per tutte. Per lei Duque Marino e Babos prima della complicatissima sfida con Kontaveit; se riuscisse a uscirne indenne si giocherebbe un posto ai quarti di finale contro Sevastova o Stephens. Attenzione però a Giorgi, perché quest’anno l’azzurra difficilmente ha lasciato il match senza lottare fino alla fine. Tutto più complicato fin dall’inizio per Wozniacki, con Collins all’esordio e soprattutto una tra Cornet ed Errani al terzo. A complicare la strada verso i quarti anche Suarez, sempre ostica su terra, o Kasatkina, con cui la danese ha già perso due volte in questa stagione. Ritrovare Wozniacki nei quarti non sarà così scontato, ma se dovesse arrivare a incontrare Kvitova, in memoria dei tempi in cui le due occupavano le prime due posizioni del ranking, la ceca sarebbe favorita sia per superficie che per gli scontri diretti che la vedono avanti 9 a 5.

PREVISIONI

QUARTI:  Halep df Garcia,  Sharapova df Muguruza, Svitolina df Ostapenko, Kvitova df Kasatkina

SEMIFINALI: Sharapova df Halep, Svitolina df Kvitova

FINALE: Sharapova df Svitolina

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