Sportface TVPrime
Tennis

Esplode il caos nel tennis italiano: “L’ho mandato a quel paese”

Una racchetta e una pallina su un campo di tennis in terra rossa
Esplode il caos nel tennis italiano: "L'ho mandato a quel paese" - Sportface.it

Roma, Foro Italico. Un pomeriggio come tanti, uffici della federazione, qualche sedia sparsa, corridoi pieni di rimbalzi e passi frettolosi. Poi arriva lui, con lo sguardo serio e quell’aria che non promette nulla di buono.

La scena sembra normale e invece no: tra battute e tensioni, volano parole che nessuno si sarebbe aspettato di sentire in un ambiente così istituzionale. Un dirigente importante manda “a quel paese” un tennista e lo fa in maniera sorprendentemente schietta.

Il faccia a faccia con Berrettini

A pronunciare la frase, senza filtri, è stato Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana tennis e padel, che ha raccontato tutto con ironia e un po’ di franchezza in un’intervista recente. Il bersaglio, solo dopo qualche minuto, emerge chiaro: Matteo Berrettini, reduce da un periodo complicato tra infortuni e ritorni in campo, che si presenta al Foro Italico con una battuta che nasconde frustrazione e un filo di nostalgia per i giorni in cui il suo nome riempiva le cronache sportive senza compromessi.

“Tenetemi una sedia libera, perché tra poco sarò insieme a voi”, aveva detto, come a dire che forse la sua carriera stava virando verso un’altra direzione. La risposta di Binaghi è stata immediata, diretta e pungente: il “mandare a quel paese” è arrivato senza esitazione, un gesto che mescola ironia e affetto.

Il tennis italiano tra giovani rampanti e ‘vecchi’

Berrettini ha poi dato spettacolo al Roland Garros, arrivando ai quarti prima di fermarsi a causa di un nuovo infortunio. È un esempio chiaro di come il tennis italiano non dorma mai, tra giovani che spingono e campioni che cercano di ritrovare ritmo e forma.

Il pubblico percepisce la fragilità e la forza dei protagonisti e si sente parte di qualcosa che va oltre il semplice sport. Binaghi stesso, nelle stesse dichiarazioni, ricorda anche i giovani come Flavio Cobolli, sottolineando come l’esperienza e il ranking influenzino le prestazioni, ma non cancellano mai la sorpresa di vedere un talento emergere. Con i ‘vecchi’, se così si può dire, che non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Non adesso.

Change privacy settings
×