Dominic Thiem, il 2020 e il primo titolo Slam. Cosa aspettarsi dall’austriaco?

Dominic Thiem - foto Roberto Dell'Olivo

Dominic Thiem ha vinto il primo titolo Slam della sua carriera, gli Us Open, superando in finale Alexander Zverev. L’austriaco ha meritato il successo, palesando un tennis energico, ricco di vincenti e di agonismo puro. Il nativo di Wiener Neustadt è arrivato al prestigioso traguardo all’età di 27 anni, nel pieno della propria maturità sportiva, contenendo i propri istinti e acquisendo consapevolezza delle proprie abilità. Un servizio affidabile, un dritto efficace e un rovescio esplosivo. Le caratteristiche principali del gioco di Thiem fanno riflettere sul fatto che possa essere considerato il prototipo perfetto del tennista moderno. Allora, è lecito chiedersi per quale motivo uno Slam sia arrivato soltanto dopo tante sofferenze, tante sconfitte dolorose, tante ammissioni di colpa, tante cadute rovinose. Il pregio migliore di Thiem è, per paradosso, il suo peggior difetto: l’impulsività. La follia sportiva dell’austriaco lo trascina verso colpi vincenti oltre ogni logica, così come verso errori da matita blu, anche in campo aperto. Cosa è cambiato nel gioco di Thiem, perché ha vinto gli Us Open? Il classe ’93 è riuscito a oltrepassare i propri limiti, non per questo snaturando il consueto gioco, dimostrando di voler a tutti costi raggiungere il proprio obiettivo. Thiem ha spento le speculazioni sulla presunta ed esclusiva efficacia del suo tennis sul rosso, ottenendo la più grande vittoria sul veloce. L’austriaco è caduto più volte, ma con stile, rialzandosi più forte di prima e imparando dai grandi lezioni preziose. Thiem non sarà mai Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Wawrinka. Non sarà mai più di loro, né come loro, né tantomeno inferiore. Thiem ha capito di poter esser semplicemente se stesso, il 2021 esplicherà quale sia il suo limite, supposto che ne abbia uno.