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Chi è Francesco Maestrelli: gigante italiano con un soprannome speciale

Maestrelli agli Australian Open
Maestrelli si è qualificato al secondo turno degli Australian Open (IPA Agency) - Sportface.it

Francesco Maestrelli ha stupito tutti agli Australian Open e si prepara ad affrontare Djokovic: tutto sul tennista italiano

Una nuova stella si affaccia sul panorama tennistico italiano, già florido di talenti e campioni già affermati, come mai nella sua storia. Si tratta di Francesco Maestrelli, pisano classe 2002, che in Australia ha scritto una nuova pagina scintillante nell’almanacco delle racchette italiane. Almeno per quanto gli riguarda.

Dopo una maratona da cinque set e più di tre ore di gioco, è riuscito a battere Atmane e affronterà Novak Djokovic al secondo turno. Un’impresa proibitiva, ma anche solo esserci stavolta è un successo. Sì, perché Maestrelli è alla sua prima volta in un main draw di uno Slam.

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È il numero 141 al mondo ed è riuscito a qualificarsi agli Australian Open dopo aver battuto Lajovic in tre set. Poi è stata la volta di Atmane, tanto per continuare a sognare. Ma la sua favola parte da lontano. Prende la racchetta in mano a quattro anni. Ovviamente tifoso del Pisa e con lo sport nel cuore, senza troppo remore.

La favola di Maestrelli agli Australian Open: curiosità e titoli vinti

Dopo tanta gavetta, il primo titolo Challenger arriva nel 2022 a Verona, seguito dall’esordio ATP a Firenze e la qualificazione allo US Open mancata per pochissimo. Sembra l’inizio di una carriera sfavillante e invece diventa ben presto un incubo.

Maestrelli in campo

Francesco Maestrelli, una vita dedicata al tennis (IPA Agency) – Sportface.it

Iniziano gli infortuni, la voglia di mollare e quindi riparte dai tornei ITF. La vera svolta arriva nel 2025: vince tre titoli Challenger e torna tra i primi 150 del mondo. Una curiosità: da anni viene chiamato il ‘piccolo Medvedev’, un soprannome inusuale nel Paese di Sinner, ma che rispecchia alla perfezione il suo stile di gioco e un servizio molto potente.

“Ho sempre sognato di giocare questi tornei”, ha dichiarato. Dall’incubo al sogno che diventa realtà: una favola di sport che vale la pena raccontare, comunque vada.

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