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Federico Buffa Talks – Ettore Messina: il viaggio tra NBA e ritorno in Italia nel secondo episodio

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Il racconto di un percorso che unisce Europa e Stati Uniti: “Ritorno al futuro” va in onda da venerdì 20 febbraio alle 19 su Sky Sport Basket, disponibile anche in streaming su NOW e on demand.


Un attraversamento tra due mondi, due culture e due modi di intendere la pallacanestro. Il secondo episodio di Federico Buffa Talks – Ettore Messina, produzione originale Sky Sport con Federico Buffa e il direttore Federico Ferri, ripercorre l’esperienza americana del tecnico italiano e il successivo rientro in patria. L’appuntamento è fissato per venerdì 20 febbraio alle 19 su Sky Sport Basket, con possibilità di visione anche su NOW e on demand.

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L’approdo in NBA: i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant

Nel 2012 Ettore Messina affronta il primo vero contatto con l’NBA. Dopo le esperienze al CSKA Mosca e al Real Madrid, arriva la chiamata dei Los Angeles Lakers come consulente del nuovo head coach Mike Brown. È la squadra di Kobe Bryant, una delle franchigie più iconiche della lega.

Per Messina si tratta di un’immersione in un sistema completamente diverso rispetto a quello europeo: nuove dinamiche, una cultura differente, un approccio alternativo al lavoro quotidiano. L’ingresso avviene con discrezione, senza l’ambizione di costruire una carriera stabile oltreoceano, ma con l’intenzione di osservare e apprendere da vicino la realtà NBA.

Federico Buffa sottolinea così quell’esperienza: “Ci va preparato. Non è soltanto perché parla bene inglese, c’è dell’altro, ha una cosa che gli Americani apprezzano tantissimo: il concetto di amore per il gioco, conosce la lingua del gioco. You belong or you don’t belong, “appartieni o non appartieni”? Se ritengono che tu “appartieni”, gli Americani si lasciano andare. È un’altra vita e lui è pronto”.

Il confronto con Kobe Bryant lo mette davanti a un’idea di competitività estrema. “Io non ho bisogno di farmi degli amici – gli dice una volta Kobe – io ho bisogno di avere della gente che mi aiuti a vincere”.

L’esperienza ai San Antonio Spurs con Gregg Popovich

Il passo successivo è l’incarico di primo assistente di Gregg Popovich ai San Antonio Spurs. Qui Messina vive un’immersione completa nella cultura NBA, osservando e assimilando nuovi principi di gestione del gruppo.

La prima lezione arriva già nella riunione inaugurale con lo staff, quando Popovich evidenzia l’importanza di costruire empatia e armonia con i giocatori prima ancora di concentrarsi su schemi ed esercizi.

Il rapporto con Popovich diventa un riferimento non solo professionale ma anche umano. Messina ne ammira la leadership, la capacità di condividere responsabilità e di proteggere il gruppo, creando un ambiente solido e coeso.

Due stagioni intense e formative che arricchiscono il suo percorso.

Il ritorno in Italia e la sfida con l’Olimpia Milano

Al termine dell’esperienza negli Stati Uniti arriva il rientro in Italia. A chiamarlo è Giorgio Armani per guidare l’Olimpia Milano, riportando nel campionato italiano il patrimonio di conoscenze maturato in NBA.

Ettore Messina racconta così quel momento: “Mancavo dall’Italia ormai da 15 anni, era un mondo che vedevo da lontano. Giorgio Armani, Leo Dell’Orco e tutto il loro gruppo di lavoro mi hanno accolto con grande affetto e grande considerazione. L’obiettivo all’inizio era creare una struttura che attirasse i giocatori. Questo club, con questa città e soprattutto con il fascino del nome Armani, è diventato ambìto dai giocatori, è stato il primo grande risultato che abbiamo raggiunto”.

Auto esigenza e cultura del percorso

Al centro della filosofia di Messina c’è il concetto di auto esigenza, che ha guidato ogni sua scelta professionale, dall’Europa all’NBA e ritorno: “Chiedere di più a te stesso rispetto a quanto chiedi agli altri, senza tante scuse. Se alleni devi prima pensare a quello che fai tu, agli errori che puoi aver fatto e cercare di correggerti”.

Nel dialogo con Federico Ferri emerge anche una riflessione sul tempo presente e sul peso del giudizio esterno. “Abbiamo affrontato in questa conversazione un tema che è quello di quanto possa pesare l’opinione degli altri, il giudizio aggressivo degli altri e c’è una tua riflessione molto significativa del tempo che viviamo: hai detto che perdere oggi è più difficile di quanto fosse venti/trenta anni fa”.

In un contesto che non concede pause e si muove tra vincente e perdente, Messina continua a rivendicare il valore del percorso e della crescita personale. Il prossimo capitolo resta aperto: nulla è escluso, nemmeno un futuro ritorno in panchina o negli Stati Uniti.

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