Biathlon

Dorothea Wierer: “Tutti si aspettano una medaglia al Mondiale di Oslo, io per prima” (VIDEO)

Dorothea Wierer - Foto Michele Galoppini

Quella che si è presentata in una fresca mattinata di sole ad Anterselva (BZ) è una Dorothea Wierer sorridente, solare e determinata come non mai, che si è concessa con gentilezza e disponibilità ai microfoni di Sportface.it. Nella sua valle ha trovato l’energia e la sicurezza che sono sembrate scemare nell’ultima tappa di Coppa del mondo di biathlon a Presque Isle, Usa. Si è vista la determinazione in allenamento al mattino, quando ha tenuto testa a Lukas Hofer in un sessione di rapidità con un bersaglio singolo e giro veloce sul loop di penalità. A fine allenamento il fiato è corto, ma il sorriso è luminoso e carico di charme, non c’è dubbio che sia una ragazza che sa incantare con la sua femminilità almeno tanto quanto con le doti da biathleta. Eppure dietro quegli occhi da sognatrice ed il sorriso gentile si nasconde una grande lottatrice, nonché una spietata anima vincente. La Wierer non si è nascosta dietro giri di parole, non è da lei mettersi in mostra, ma sa che non può che essere una delle favorite per le medaglie ai mondiali di Oslo che si terranno dal 3 al 13 marzo.

Sono un po’ stanchina dopo l’allenamento però sto bene”, esordisce la ragazza di Rasun con una risata. “Non è stato facile riprendersi dal fuso orario dopo molto tempo passato in America con 8 ore di differenza, perché quando torni poi vorresti solo restare a letto tutto il giorno ma non si può, bisogna anche allenarsi!”. E l’allenamento appena effettuato è stato intenso e decisamente eloquente: lei ce la sta mettendo tutta per arrivare in Norvegia al massimo della condizione. “È comunque sempre dura, perché arriviamo da tre giorni di allenamento pesante ed ora comincia a farsi sentire ed anche al tiro fai più fatica perché cominci ad essere meno lucida. Però sì, sono e siamo tutti positivi”.

Positività che rimane presente anche quando si è parlato di un argomento delicato come quello della pressione che naturalmente la segue dopo i grandi risultati ottenuti durante l’arco di tutta questa stagione. “Adesso tutti si aspettano qualcosa, però è ovvio che fino a qui ho fatto delle belle gare, ma anche delle gare che non sono andate così bene; dopo gli ultimi risultati ormai se arrivo settima per gli altri è una delusione”, ha detto con sincerità, rimarcando però che non tutta la pressione è esterna, poiché la prima a voler fare i risultati è lei stessa.“Sicuramente l’obiettivo è quello di tornare sul podio di nuovo, so che mi metto addosso molta pressione perché mi aspetto molto da me stessa. Questo è un bene ed anche un male, ma generalmente sono positiva. Sicuramente a Oslo cercherò di stare tranquilla e tutto, però è più facile a dirsi che a farsi”.

A Oslo poi, sulla collina di Holmenkollen, le gare si vincono o perdono in pochi istanti, a causa di un meteo che può variare all’improvviso e con esso le condizioni della neve e del poligono. “E’ un posto dove le condizioni cambiano da un giorno all’altro improvvisamente: un giorno c’è il sole, un giorno la neve e un giorno fa un freddo becco!”, ha rimarcato ridendo prima di ritrovare la serietà del discorso: “Questo non deve condizionarci, anche se è dura guardare fuori dalla finestra e vedere brutto tempo. Abbiamo comunque già gareggiato in ogni possibile situazione, quindi siamo preparati e non sarà qualcosa che ci peserà.

La Wierer di quest’anno è migliorata molto sugli sci, ma la sua forza rimane sempre al poligono, specialmente nella rapidità con cui sa rilasciare i colpi. La grande capacità poi di decidere quando rischiare e quando prendersi più tempo è stata poi la svolta chiave, eppure la ragazza altoatesina ci dice che molto di quello che fa le viene dall’istinto: “La scelta di come sparare dipende prima di tutto da come arrivi al poligono: se è da una salita o da una discesa, ma anche dalla situazione, se sei davanti o sei dietro, se c’è vento o altro. Poi ovviamente dipende dalla testa, da quanto sei lucida o se ti senti bene o stanca. Ovviamente ognuno ha i propri tempi di tiro, però penso che se una cosa ti viene naturale, quella è la cosa migliore da fare”.

Quello che stupisce da subito nel vedere la squadra azzurra allenarsi è il senso di gruppo che si vede tra i ragazzi, così come quando riprendono fiato o si passano le cartucce per prepararsi alla nuova sessione. Non a caso questo momento magico per il biathlon azzurro sembra essersi generato all’ultima Olimpiade, con il bronzo ottenuto nella staffetta a squadre miste a Sochi. Il rapporto tra tutti è evidentemente importante per lo stimolo reciproco ed è per questo che l’azzurra si è potuta permettere di scherzare nel descrivere ciascuno dei compagni presenti al raduno: “Dominik (Windisch) è quello che pensa troppo, che sta lì a rimuginare… Tommy (Thomas Bormolini) è uno sempre felice, sempre con il sorriso. Luky (Lukas Hofer) è un testone, sì e proprio un grande testardo! Lisa (Vittozzi) è molto matura per la sua età, molto avanti. La Fedy (Federica Sanfilippo) è una che tiene duro, una ragazza tenace che continua sempre a combattere”. Il suo humour sottile e un po’ irriverente non risparmia nemmeno sé stessa, tanto che lei si descrive così: “Io invece sono testarda, quando qualcosa non va come dico io sono molto difficile anche da gestire, però sono una persona felice e solare, anche se poi tutti abbiamo i nostri giorni no”.

E forse proprio questa sua capacità di essere sempre sorridente, eppure determinata ed agguerrita, ne ha fatto una vera e propria icona dello sport al femminile. Con lei e i risultati di tutta la squadra, anche il biathlon sta raggiungendo sempre più spesso le testate nazionali, oltre che le televisioni ed i siti di sport. Per la Wierer questo non può che essere un fattore d’orgoglio. “Esatto, a me fa molto piacere, è uno sport bellissimo di cui finalmente anche i giornali cominciano a scrivere un po’ di più. Anche la tv comincia a mostrare più gare, abbiamo anche visto lo share della Rai per le gare di Anterselva ed era altino. Penso che sia un bello sport da seguire per tutto il Paese, no?”.

SportFace