Federica riprende il lavoro sulle nevi olimpiche dopo una breve pausa a Carezza. Tarvisio e San Vigilio in dubbio: la decisione finale spetta a lei, tra condizione fisica e tutela del ranking.
Federica Brignone è tornata a fare sul serio. Dopo una breve pausa rigenerante a Carezza, trascorsa a casa dell’amica ed ex compagna di squadra Karoline Pichler, la fuoriclasse azzurra ha ripreso gli allenamenti a Cortina d’Ampezzo, il luogo dove tra meno di un mese proverà a inseguire il grande sogno olimpico.
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Lavoro mirato sulle piste olimpiche
Archiviata la fase iniziale di preparazione in Val di Fassa, tra i primi approcci tecnici sulla “Aloch” e le sessioni di velocità al Passo San Pellegrino sulla “La VolatA”, Brignone è ora concentrata sulle piste che ospiteranno le gare dei Giochi. Alle Cinque Torri il focus è sul gigante, prima di testare l’Olympia delle Tofane, teatro di tutte le prove femminili a partire dalla discesa dell’8 febbraio.
Tarvisio e San Vigilio: ipotesi sempre più lontane
Al momento prende quota l’ipotesi di rinunciare al rientro in Coppa del Mondo a Tarvisio e al gigante di San Vigilio di Marebbe del 20 gennaio. Una scelta che, però, non è ancora definitiva: l’ultima parola spetterà alla stessa Brignone, che valuterà giorno dopo giorno sensazioni e risposte del fisico.

Mar 23, 2025; Sun Valley, ID, USA; Federica Brignone of Italy reacts in the finish area during the women’s Super G alpine skiing race in the 2025 FIS Ski World Cup at Sun Valley. Mandatory Credit: Michael Madrid-Imagn Images/Sipa USA
Il nodo ranking e la protezione WCSL
Alla base delle perplessità dello staff c’è soprattutto la questione regolamentare. Gareggiare in Coppa del Mondo prima delle Olimpiadi comporterebbe la perdita della protezione del ranking WCSL, fondamentale per garantirsi il primo gruppo di partenza in discesa, superG e gigante all’inizio della stagione 2026/27. Un rischio che non si correrebbe prendendo parte esclusivamente alle gare olimpiche.
«I primi riscontri cronometrici sono buoni – ha spiegato Gianluca Rulfi, direttore tecnico della nazionale femminile, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport – ma la scelta di rientrare in gara spetta solo a Federica. Personalmente non vedo grande utilità né a Tarvisio né a San Vigilio. Valuteremo pro e contro, anche perché rientrare significherebbe rinunciare al ranking protetto. Un’ipotesi potrebbe essere qualche discesa da apripista per testare la condizione».
Davide Brignone: “Le Olimpiadi sono l’unica certezza”
Più netto il fratello e allenatore Davide Brignone: «Ad oggi l’unica certezza è che Federica sarà al via delle gare olimpiche. Tutto il resto lo decideremo strada facendo, come abbiamo fatto negli ultimi mesi».
Sul tema ranking, il tecnico non chiude completamente la porta a un eventuale rientro: «Saltare la stagione le garantirebbe la top 3 anche l’anno prossimo, ma se sente di voler gareggiare non sarà certo un pettorale alto a fermarla. È già successo con atlete come Vonn e Shiffrin, che hanno riconquistato il primo gruppo in poche gare».
La scelta finale spetterà a Federica
Il percorso resta quindi aperto, senza forzature. «Nello sport non esistono scorciatoie – conclude Davide Brignone – possiamo solo fare le cose nel modo giusto. Poi, quando arriverà il momento, Federica dovrà essere capace di andare oltre il dolore se vorrà davvero provare a fare qualcosa di grande ai Giochi».









