Ai Mondiali di Are l’organizzazione scatena polemiche: può essere un assist per Milano-Cortina

Dominik Paris Dominik Paris - Foto Gabriele Facciotti/Pentaphoto

Ad Are, in Svezia, imperversa la polemica. Ai Mondiali di sci alpino l’organizzazione non sembra il piatto forte, per usare un eufemismo, e la gestione della discesa libera maschile ne è il perfetto esempio: diverse le nazioni che si sono lamentate, Italia in primis. Queste polemiche possono essere un assist alla candidatura olimpica di Milano-Cortina visto che l’avversaria è proprio la Svezia, con Stoccolma-Are.

DISCESA FALSATA – Una discesa Mondiale meritava molto di più. Condizioni ai limiti dell’impossibile: nebbia, neve e partenza abbassata al Super-G con un minutaggio di neanche 80 secondi, troppo pochi per la gara dell’anno. Prevista originariamente per le 12:30 è stata posticipata alle 13:00 e successivamente alle 13:30, ma sarebbe stata una decisione saggia rinviarla quantomeno a domenica. “A me dispiace che siamo partiti in condizioni così, non è stato giusto partire, hanno anche accorciato gli intervalli – ha dichiarato a fine gara un deluso Dominik Paris–  Per una discesa ci vuole bel tempo, con dieci centrimetri di neve non è stato giusto far disputare la gara. Io voglio sempre che le condizioni siano uguali per tutti, oggi non è stato così. Se sbaglio io ok, ma giocarsi così una medaglia è un po’ triste”. Gli fa eco il suo compagno di squadra Christof Innerhofer: “In queste condizioni era difficile gareggiare ad alto livello e a far vedere quello di cui uno è capace. Tutti eravamo sorpresi di gareggiare oggi,  Uno aspetta due anni per una gara così importante, è entusiasta ed euforico, doverla fare in queste condizioni fa un po’ male”.

HA PERSO LO SPORT, IN ITALIA E’ UN’ALTRA COSA – In una gara così importante, in una manifestazione così importante, la gestione doveva e poteva essere diversa. E questa pessima organizzazione non può che inficiare sulla scelta che i membri del Cio dovranno fare a fine giugno, in quel di Losanna, per l’assegnazione dei Giochi invernali del 2026. In Italia, sullo Stelvio e sulla Olimpia delle Tofane è un’altra storia. “Gli atleti si preparano per un evento che può determinare la loro carriera sportiva; le federazioni investono risorse che, al giorno d’oggi, non è così scontato reperire. Vedere tutto ciò sfumare a causa di una gara come quella di oggi lascia un po’ di rammarico – ha sottolineato il presidente della Fisi Flavio Roda Onore ai nostri atleti che hanno comunque dato il massimo pur in condizioni proibitive. Fa male constatare che ancora una volta perde lo sport”. Non solo ha perso lo sport, ma oggi ha perso anche la Svezia.