Editoriali

Roma 2024: Malagò lancia l’ultimo appello ma domani arriva il no del comune

Giovanni Malagò e Matteo Renzi - Foto Mezzelani/Gmt

Un ultimo appello. Dal Quirinale, dove questa mattina il presidente Sergio Mattarella ha accolto gli atleti olimpici e paralimpici medagliati a Rio de Janeiro ma anche, per la prima volta, chi si è piazzato al quarto posto, Giovanni Malagò ha voluto ribadire ancora “il sogno di un futuro a cinque cerchi, un’aspirazione unanime del mondo dello sport italiano che può essere fermata solo dalla paura di fallire”.

Un messaggio, l’ennesimo, lanciato al sindaco di Roma Virginia Raggi, un appello probabilmente inutile perché il Consiglio comunale a maggioranza 5 Stelle è pronto a votare, domani mattina, la mozione per il ritiro della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024. Eppure Malagò non vuole arrendersi, dopo aver portato avanti la candidatura per due anni con grande energia e con l’appoggio del presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite oggi al Quirinale (mai un premier era intervenuto alle cerimonie di consegna e riconsegna dei tricolori) per ribadire la propria vicinanza al mondo dello sport, già dimostrata volando a Rio durante i Giochi per convincere i membri Cio della bontà della candidatura italiana.

Malagò non si arrende ma confessa un piccolo rimpianto, il mancato referendum, strada mai incoraggiata dal Coni in passato. “Sono sincero – ha ammesso il numero uno dello sport italiano – A film già visto non posso fare altro che avere un rimpianto. Sicuramente sarebbe stato meglio aver fatto il referendum, perché tutti i sondaggi sono super favorevoli, però non ci era stato detto. Se uno avesse potuto immaginare tre anni fa tutto questo, ovvio che sarebbe stata la migliore delle cose”.

Niente referendum e niente soldi per il comune di Roma, nonostante la Raggi abbia chiesto al governo gli stessi investimenti anche senza la candidatura, scenario subito smontato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti: “Ma noi avevamo trovato un investitore – ha rivendicato con orgoglio Malagò – Il Cio avrebbe messo sul piatto sicuramente 1.7 miliardi di dollari, forse anche due. Venendo meno la candidatura, non è però possibile considerare i problemi di Roma, la mia amata città, diversi da quelli delle altre città italiane: il ragionamento è logico”.

È logico anche aspettarsi che su Roma2024 il sipario cali domani mattina, come conferma anche Renzi: “Il capitolo è chiuso – ha spiegato il premier – non mi pare che il comune intenda cambiare idea e noi rispettiamo le istituzioni”. Come le rispetta il presidente della Repubblica Mattarella, che oggi ha premiato tutti gli azzurri con un’altra medaglia sul palco allestito nei giardini del Quirinale: “Oggi è la festa degli atleti – ha sottolineato – e non parlerò della candidatura di Roma ai Giochi del 2024”. Da domani, probabilmente, non ci sarà più alcun motivo per parlarne.

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