Pugilato, nuove rivelazioni sull’inchiesta di McLaren: “Corruzione proseguita anche dopo Rio 2016”

Pugilato - Foto beyrouth - CC-BY-2.0

L’avvocato canadese Richard McLaren, che sta indagando sulla corruzione nell’Aiba e nel mondo della boxe olimpica, ha fatto emergere nuove rivelazioni sul tema. Stando alle ultime notizie, la corruzione in seno all’Aiba sarebbe continuata anche dopo gli scandali di Rio 2016, quando una trentina di giudici e arbitri furono mandati a casa ad Olimpiade in corso. La spiegazione risiede nella terza fase nel rapporto: “La manipolazione degli incontri che è esistita, ha continuato a ‘fiorire’ dal 2016 al 2021, ed è stata più ad hoc e meno centralizzata di quella presente a Rio”.

Ad ideare il tutto sarebbe stato l’ex direttore esecutivo dell’Aiba, Karim Bouzidi, già al centro degli scandali ai Giochi carioca e costretto a alle dimissioni. Nel rapporto vengono rivelati alcuni dettagli: sul caso “L’inganno è continuato per molto tempo dopo che è stato licenziato perché la ‘porta girevole’ del top management dell’Aiba ha fornito l’ambiente in cui la corruzione e la manipolazione potrebbero continuare con intensità simile a quella di Rio. La manipolazione dei match esistita dal 2016 al 2021 è stata più ad hoc e meno centralizzata di quella di Rio”.

Vengono poi menzionati accordi tra un giudice e un arbitro dell’Azerbaigian e le pressioni che avrebbero esercitato su loro colleghi e ci si riferisce anche ad una presunta “cricca russa”. Sono quindi messi in dubbio i risultati di alcuni incontri dei Mondiali del 2017 ad Amburgo e di quelli giovanili che sarebbero stati alterati anche per favorire gruppi di scommettitori.