Tokyo 2020, Malagò: “Quartetto ciclismo e 4×100 medaglie del cuore”

Giovanni Malagò Giovanni Malagò - Foto Mezzelani/GMT

“Se devo scegliere le vittorie del cuore a Tokyo, dico le due squadre, il quartetto del ciclismo e la staffetta 4×100 di atletica. Perché un campione lo può avere ogni paese, ma le staffette danno la forza del movimento. Giovanni Malagò fotografa così la storica Olimpiade di Tokyo, un’edizione da record per l’Italia con 40 medaglie, bottino mai raggiunto dagli azzurri nei Giochi moderni, e con almeno un podio al giorno, “un primato che si potrà soltanto eguagliare”. “Abbiamo fatto qualcosa di veramente importante – ha osservato il presidente del Coni durante l’evento ‘Tokyo 2020, l’Olimpiade più bella della nostra vita’ nell’ambito del Festival dello Sport di Trentoperché nelle Olimpiadi ci sono giorni che vanno bene e altri invece che sono difficili. Noi siamo riusciti a vincere almeno una medaglia anche nelle giornate in cui avevamo meno chance”.

Un risultato impossibile da prevedere, ma costruito negli anni: “Nei primi mesi della pandemia ero quasi sempre in casa e consumavo tre, quattro batterie al giorno del telefono, una cosa folle – ha ricordato Malagò – Dovevamo permettere in qualche modo ai nostri atleti di allenarsi anche durante il lockdown, bisognava consentire loro di non bloccare completamente l’attività agonistica. Il resto dell’impresa azzurra è stato costruito dalla preparazione olimpica e favorito dal clima della spedizione. “I nostri atleti si sono tutti gasati l’uno con l’altro, anche tra uno sport e l’altro. E non solo a Tokyo. I ragazzi del triathlon andavano a tifare quelli dell’atletica, i ragazzi dell’atletica andavano al ciclismo – ha raccontato Malagò – Sugli spalti, forse perché non c’era il pubblico, eravamo noi i primi tifosi”.

Tanti gli atleti presenti all’evento, rappresentati dai portabandiera Elia Viviani e Jessica Rossi. “Portare il tricolore è una emozione incredibile, ti spinge a portare a casa la medaglia. Per me le cose a Tokyo non sono iniziate bene, poi è arrivato il risultato. Alla terza Olimpiade non ho nulla da recriminare”, ha spiegato il ciclista, al quale ha fatto eco la tiratrice azzurra, che non è riuscita a salire sul podio in Giappone. “Io ho dato il massimo ma non ce l’ho fatta perché le altre hanno fatto meglio di me”, ha osservato la Rossi. Ma io sono convinto che a Parigi Jessica tornerà a vincere, ha assicurato Malagò che ha poi esaltato la medaglia di Irma Testa. “È impressionante vederla sul ring, con il suo modo di combattere così elegante. Diventerà la più forte del mondo, ha tutte le caratteristiche per riuscirci“.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani