Record di pista per Pfeifer, Kreher vola e la Germania mette tre atlete nelle prime quattro posizioni, ma l’austriaca chiude davanti con 1:54.48 e difende la leadership per soli 4 centesimi.
La seconda run dello skeleton femminile ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 accende definitivamente la pista “Eugenio Monti” e lancia una sfida apertissima in vista delle manche decisive. In testa resta Janine Flock, ma la battaglia per l’oro è tutt’altro che chiusa.
La discesa si accende progressivamente. Nella prima parte della manche le atlete di fondo classifica provano a migliorarsi: Clarke, Hong e Zunte limano qualche decimo, mentre Liang è la prima a perdere terreno rispetto alla batteria precedente. Errori nella parte centrale del tracciato penalizzano Andzane e Johansen, ma i distacchi restano contenuti.
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L’Italia trova segnali incoraggianti. Valentina Margaglio riesce a migliorare il proprio tempo complessivo fermando il cronometro a 1:56.27, mostrando maggiore fluidità nella seconda parte di pista. Subito dopo Alessandra Fumagalli offre una prova ancora più solida: 57.93 nella run e un totale di 1:55.95 che le permette di risalire provvisoriamente la classifica, con margini di crescita in vista delle ultime due manche.
La gara entra nel vivo quando iniziano a scendere le atlete in lotta per le medaglie. Tarbit piazza un 57.40 di grande spessore e sale al comando con 1:55.16 complessivo, precedendo di un solo centesimo la cinese Zhao, che sfiora il sorpasso. Meylemans invece paga un errore nel finale e scivola indietro, lasciando spazio a un podio virtuale in continua evoluzione.
Poi arriva il momento della Germania. Neise migliora sensibilmente il tempo della prima run e si porta davanti con 1:54.85. Ma è Jacqueline Pfeifer a far esplodere la pista: seconda parte perfetta, 57.18 e record del budello. Il totale di 1:54.61 la proietta al comando e accende definitivamente la lotta per l’oro.
Non è finita. Susanne Kreher parte fortissimo, accumula quasi tre decimi di vantaggio nella fase iniziale e si inserisce davanti con 1:54.52, nove centesimi meglio di Pfeifer. In quel momento la Germania occupa tre delle prime quattro posizioni, con Stoecker e Tarbit pronte ad approfittare di eventuali errori.
Resta solo Janine Flock. L’austriaca, leader dopo la prima manche, parte in salita e al primo intermedio accusa oltre due decimi di ritardo. La sua discesa è tutt’altro che perfetta, ma riesce a contenere i danni nella parte centrale e finale del tracciato. Non replica il record della pista, ma basta: 1:54.48 il totale, appena quattro centesimi meglio di Kreher.
Una giornata da sogno per Flock, che però non può sentirsi al sicuro. Domani dovrà difendersi da tre tedesche scatenate — Kreher, Pfeifer e Neise — con Stoecker e Tarbit ancora in piena corsa per il podio. A Cortina la corsa all’oro è più aperta che mai.









