Nella mass start maschile del biathlon i tre atleti trasformano il rettilineo finale in uno show davanti alla Sudtirol Arena di Anterselva
Le Olimpiadi non sono soltanto medaglie. A volte, lontano dal podio, nasce un’immagine destinata a restare. È quanto accaduto nella mass start maschile del biathlon ai Giochi di Milano Cortina 2026, quando Nicola Romanin, Campbell Wright e Fabien Claude hanno deciso di regalare uno sprint finale tutto da vivere.
Quando le medaglie erano ormai assegnate e le posizioni di vertice definite, i tre atleti – ultimi nel gruppo – si sono guardati, si sono aspettati e hanno scelto di lanciarsi in una volata a tre sul rettilineo conclusivo della Sudtirol Arena di Anterselva.
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Uno sprint “da ragazzi” davanti al pubblico
Un gesto spontaneo, quasi da cortile di casa. Fermarsi un attimo, darsi idealmente il via e giocarsela negli ultimi metri. Il pubblico ha capito subito, trasformando quell’arrivo in uno dei momenti più applauditi della giornata.
I tre hanno tagliato il traguardo quasi in simultanea, con la classica spaccata finale, tra sorrisi e abbracci. In classifica sono arrivati 25°, 26° e 27°. Ma sugli spalti hanno raccolto qualcosa che non si misura in secondi.
Il racconto di Romanin
A spiegare il senso del gesto è stato lo stesso Romanin in mixed zone:
“Ci siamo detti ‘dai ci fermiamo sotto la discesetta e facciamo un po’ di show davanti al pubblico con uno sprint’ e così ci siamo goduti il pubblico nell’ultimo giro giocandocela negli ultimi 100 metri”.
Un modo per onorare la gara fino all’ultimo metro, ma anche per ricordare che lo sport olimpico è condivisione, amicizia, rispetto.
Oltre la classifica
Il biathlon resta disciplina di fatica, precisione e concentrazione. Ma anche in uno sport durissimo può trovare spazio un momento di leggerezza.
Non una medaglia, non un record.
Solo tre atleti che hanno deciso di trasformare un ultimo posto in un ricordo.
E in un’Olimpiade, a volte, basta questo.









