Domenica 8 febbraio lo snowboard azzurro va a caccia di gloria nel gigante parallelo olimpico. A Livigno qualificazioni al mattino e finali nel primo pomeriggio, con una squadra forte dei risultati raccolti in Coppa del mondo.
Il programma dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 propone domenica 8 febbraio una delle gare più attese dello snowboard alpino: il gigante parallelo, in scena a Livigno. Le qualificazioni scatteranno alle 9.00, mentre le finali sono in programma alle 13.00, in una giornata che potrebbe regalare all’Italia nuove soddisfazioni.
La squadra azzurra si presenta all’appuntamento olimpico con numeri importanti e con una profondità di roster che rappresenta uno dei suoi punti di forza.
Gli azzurri al via
In campo maschile, l’Italia schiera Maurizio Bormolini, Mirco Felicetti, Roland Fischnaller e Aaron March, quattro atleti capaci di vincere e salire sul podio nel massimo circuito internazionale. Tra le donne, saranno Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso e Sofia Valle a difendere i colori azzurri.
Un gruppo costruito nel tempo e arrivato ai Giochi con una solida continuità di risultati.
I numeri della Coppa del mondo
La stagione di Coppa del mondo ha confermato la competitività dell’Italia nel gigante parallelo. Tra gli uomini sono arrivate sei vittorie complessive: tre firmate da Roland Fischnaller, una ciascuna per Aaron March, Mirco Felicetti e Maurizio Bormolini, per un totale di 14 podi maschili.
Anche il settore femminile ha offerto segnali incoraggianti, con due successi ottenuti da Elisa Caffont e Lucia Dalmasso e cinque podi complessivi, a testimonianza di una crescita costante.
Il precedente olimpico
La storia olimpica del gigante parallelo azzurro conta finora una sola medaglia in questa disciplina: il bronzo conquistato da Lidia Trettel a Salt Lake City 2002. In precedenza, Thomas Prugger aveva centrato l’argento nel gigante a Nagano 1998.
Numeri che rendono l’appuntamento di Livigno particolarmente significativo: la squadra italiana arriva ai Giochi con credenziali solide e con l’obiettivo di interrompere un digiuno che dura da oltre vent’anni.









