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Olimpiadi 2026 Milano-Cortina

Franzoni e Paris, le voci del podio: emozione, pressione e una medaglia inseguita a lungo

GIOCHI OLIMPICI Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 Alpine Skiing Men's Downhill
Giovanni Franzoni (ITA), Dominik Paris (ITA) showing medals and skis with happiness after winning the race at the end of the Olympic Winter Games Milano-Cortina 2026, Alpine Skiing Men's Downhill on February 07, 2026 at Stelvio Ski Centre in Bormio, Italy

Dopo la discesa olimpica sulla Stelvio di Bormio, Giovanni Franzoni e Dominik Paris raccontano sensazioni, pensieri e significato di un podio che segna due momenti chiave delle loro carriere.

La discesa libera maschile dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 ha regalato all’Italia una giornata memorabile. Al termine della gara, però, sono soprattutto le parole dei protagonisti a restituire il peso emotivo di quanto accaduto. Giovanni Franzoni e Dominik Paris, argento e bronzo olimpico, raccontano due storie diverse, unite dallo stesso traguardo.

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Franzoni: dalla pressione all’incredulità

Giovanni Franzoni ammette di aver avvertito la tensione solo nelle ore immediatamente precedenti la gara, dopo giorni vissuti con apparente serenità:

“Che roba, che roba! Non ho avuto tanta tensione in questi giorni, ma mi è salita nelle ultime ore, sentivo le gambe dure. Ho provato un’emozione strana sin da stamattina: ho visto Monney fare una grande gara, poi Odermatt andare ancora meglio. Von Allmen ha fatto una cosa pazzesca e mi son detto… ‘Dai’.”

Il giovane azzurro sottolinea anche la qualità della pista e il lavoro di preparazione che ha reso possibile una gara di altissimo livello:

“Sono partito subito forte, la pista era fantastica e devo ringraziare davvero tutti quello che hanno lavorato per prepararla così. Purtroppo nella Carcentina non sono stato perfetto e due decimi potrebbero essersene andati lì.”

Guardando all’intera stagione, Franzoni fatica ancora a rendersi conto del percorso compiuto:

“Pensare ad inizio stagione di vincere sulla Streif e prendere una medaglia olimpica in discesa sarebbe stato assurdo. Devo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino, tutto lo staff, le Fiamme Gialle, la mia famiglia.”

Il valore simbolico del podio condiviso con Dominik Paris è uno degli aspetti che più colpiscono il bresciano:

“Essere sul podio con Dominik Paris è qualcosa di assurdo, se ripendo al mio primo podio in carriera mi dico è davvero assurdo quanto possa cambiarti la testa, in questi momenti”.

Paris: la medaglia che mancava

Per Dominik Paris, le parole sono il riflesso di un’attesa lunga una carriera. Il campione altoatesino racconta senza giri di parole cosa rappresenta questa medaglia olimpica:

“E’ perfetto. Semplicemente. Ho provato così tante volte a prendere questa medaglia, anche quando ero in formissima. Forse quest’anno non stavo bene come in passato ma è una cosa incredibile prendere la medaglia su una pista così difficile.”

Paris ripercorre anche le sensazioni provate durante la gara, tra fiducia e piccoli dettagli non perfetti:

“E’ stato bellissimo sciare qui. Avevo addosso una fiducia che potevo fare quello che volevo, forse San Pietro e in basso non sono stato perfetto ma va benissimo così.”

Infine, un pensiero dedicato proprio a Franzoni e al significato di condividere il podio con un compagno così giovane:

“Stupendo esssere sul podio con Giovanni: ha dimostrato di essere forte in stagione, oggi anche di saper resistere alla pressione. E’ fantastico essere in due sul podio ed avere un giovane così capace di mettersi in gara per il podio in ogni giornata”.

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