La pista di bob, slittino e skeleton di Cortina ha brillato durante le ultime Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina: un impianto moderno, spettacolare e anche “fortunato” per l’Italia, capace di accompagnare anche un bottino importante con due ori nello slittino e altre medaglie complessive.
A pochi giorni dalla chiusura dei giochi, però, il racconto cambia tono: un sopralluogo tecnico ha acceso i riflettori su danni e criticità gestionali che fanno temere un destino simile a quello della pista di Cesana, costruita per Torino 2006 e poi finita nell’abbandono.
Il verbale dei tecnici: danni oltre il milione
Il punto di svolta è un verbale di controllo redatto il 25 febbraio, lungo 45 pagine, che fotografa le condizioni dello Sliding Centre al termine dell’evento olimpico.
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Le prime stime parlano di danni superiori al milione di euro, ma a colpire è soprattutto la descrizione dello stato generale: aree non riordinate, nessuna pulizia sistematica e molti ambienti rimasti accessibili, compresi locali tecnici delicatissimi come la controllata room dell’arrivo, che ospita strumentazioni di grande valore.
Cosa si è rotto e chi deve rimettere mano
Nel documento vengono elevanti numerosi problemi: componenti di protezione pista danneggiati, tubazioni piegate, fissaggi delle sponde allentati o mancanti, scatole di derivazione staccate, quadri elettrici schiacciati, cavi penzolanti o scollegati, reti parapetto rovinate e danni a cartongessi e portoni.
Sullo sfondo c’è anche un passaggio di consegne complesso: l’impianto è passato da Simisco al Comune di Cortina, poi alla Fondazione Milano Cortina per la gestione del periodo olimpico fino a fine marzo. Successivamente tornerà al Comune e quindi di nuovo a Simico per completare le lavorazioni finali e arrivare alla consegna definitiva. La Fondazione, infatti, ha dichiarato l’obiettivo di ripristinare quanto necessario nei tempi previsti, ma resta la domanda politica e simbolica: Cortina sarà evitare l’effetto-Cesana?










