L’Individuale olimpico di biathlon premia Johan-Olav Botn dopo mesi difficili: il norvegese domina ad Anterselva davanti a Perrot e Lægreid. L’Italia resta fuori dal podio, ma Giacomel convince sugli sci nonostante tre errori al tiro.
Lo stadio di Anterselva è una bolgia. Tribuna piena, neve compatta, quota che si fa sentire: l’Individuale maschile da 20 km ai Giochi di Milano Cortina 2026 è la gara più severa del biathlon, quattro poligoni e un minuto di penalità per ogni errore. Qui non si bara: chi sbaglia, paga.
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A vincere è Johan-Olav Botn, autore di una prestazione perfetta al tiro e potentissima sugli sci. Il norvegese chiude in 51’31″5, alzando l’indice al cielo in un gesto che va oltre lo sport, dopo mesi segnati dalla malattia e dal lutto per la scomparsa del compagno di squadra Sivert Guttorm Bakken, avvenuta durante il ritiro di Passo Lavazè poco prima di Natale.

Mandatory Credit: Photo by Pontus Lundahl/TT/Shutterstock (16538743m)
Norway’s Johan-Olav Botn crosses the finish line during the men’s 20 km biathlon distance race during the Winter Olympics in Milano Cortina in Anterselva, Italy.
Os 2026 Skidskytte Distans, Anterselva, Italy – 10 Feb 2026
Podio nordico-francese
Alle spalle di Botn si piazza il francese Eric Perrot, già oro nella staffetta mista, che paga un solo errore ma resta sempre competitivo sugli sci. Il bronzo va all’altro norvegese Sturla Holm Lægreid, anche lui con una sbavatura al tiro ma solidissimo nel complesso.
La gara è un continuo ribaltamento: Sebastian Samuelsson sembra in corsa per le medaglie, ma crolla con due errori; Martin Ponsiluoma esce dai giochi dopo una serie disastrosa. Alla fine resta il duello tra Botn e Perrot, deciso dall’ultimo poligono: il norvegese è impeccabile, accelera negli ultimi 4 km e va a prendersi l’oro.
Italia: Giacomel sesto, che rimpianti
Per l’Italia il volto della giornata è Tommaso Giacomel. L’azzurro chiude sesto, un piazzamento che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca: i tre errori al tiro pesano come macigni, soprattutto in una gara dove un minuto di penalità vale un’eternità. Eppure la sua prova sugli sci è di altissimo livello: terzo tempo assoluto nella course time, accolto dall’ovazione del pubblico altoatesino.
Una prestazione che, al netto del risultato, manda segnali molto positivi in vista della Sprint di venerdì.
Hofer e Braunhofer, gara di carattere
Buona anche la gara di Patrick Braunhofer, che con una prova ordinata e pochi errori chiude undicesimo, dimostrando grande affidabilità al tiro. Più tormentata la prova di Lukas Hofer: perfetto fino al terzo poligono, poi due errori nell’ultima serie lo fanno scivolare lontano dal podio.
Più indietro Elia Zeni, comunque solido in una gara durissima, chiusa davanti a diversi nomi importanti del circuito.
Una gara che non perdona
L’Individuale olimpico di Anterselva conferma la sua fama: la più lunga, la più crudele, la più selettiva. Vince chi riesce a tenere insieme testa, gambe e carabina. Botn ci riesce, nel giorno più pesante e più simbolico della sua carriera. L’Italia resta senza medaglie, ma con la sensazione di avere basi solide per le prossime gare.









