Il GP di Spagna, in programma domenica 26 aprile a Jerez de la Frontera con Sprint sabato 25, arriva in un momento delicatissimo della stagione di MotoGP. Il Mondiale riparte infatti dopo un mese di pausa forzata, provata dalla guerra in medio Oriente che ha spinto al rinvio del GP del Qatar, inizialmente previsto per il 12 aprile. Ecco perché Jerez non sarà una tappa qualunque: sarà il primo vero banco di prova per capire se gli equilibri emersi a inizio campionato siano reali o soltanto provvisori.
Aprilia ha cambiato il copione del Mondiale
Fin qui il dato più forte è uno: nelle gare della domenica ha comandato Aprilia. La casa di Noale ha vinto tutti e tre i Gran Premi disputati e ha portato due moto sul podio in ciascuno dei tre appuntamenti corsi finora, cambiando completamente lo spartito rispetto al recente passato dominato da Ducati.
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Anche la classifica racconta questa svolta: Marco Bezzecchi guida il Mondiale con 81 punti davanti a Jorge Martin con 77, mentre Pedro Acosta è terzo a 60 e Fabio Di Giannatonio quarto a 50. Aprilia, insomma, non è più una sorpresa romantica: adesso comincia a sembrare una candidata credibile al titolo.
Ducati deve reagire, e Marquez non ha intenzione di sparire
Il nodo del weekend sarà però tutto qui: capire se Ducati riuscirà a rispondere. La RS-GP dell’Aprilia è stata dominante tra Thailandia, Brasile e Texas, mentre la Desmosedici GP 26 non ha ancora mostrato la stessa superiorità delle versioni precedenti. Se Aprilia dovesse confermarsi anche a Jerez, allora il sogno iridato diventerebbe un obiettivo concreto.
Se invece Ducati dovesse ritrovare subito un livello più alto, il campionato potrebbe riaprirsi in modo feroce. Anche perché Marc Marquez è solo quinto con 45 punti, senza ancora podi domenica e con un solo successo nella Sprint: troppo poco per uno come lui.










