Mondiale F1 2019, le pagelle: Hamilton da 10 e lode. Vettel sufficiente

Lewis Hamilton - Foto Steve Melnyk - CC-BY-2.0 Lewis Hamilton - Foto Steve Melnyk - CC-BY-2.0

Quando un anno scolastico finisce ecco che gli alunni ricevono il giudizio finale. La stessa cosa vale anche per la classe della Formula Uno. Ampiamente promosso Lewis Hamilton, fresco vincitore del sesto titolo mondiale, così come il compagno di squadra Valtteri Bottas. Sebastian Vettel conquista appena una sufficienza, complice una stagione veramente da dimenticare per lui. Ottimo l’esordio di Charles Leclerc in Ferrari. Più che positiva la stagione per Max Verstappen che si conclude l’annata al terzo posto nella classifica piloti. Male le Haas e Stroll.

Sebastian Vettel 6: il quattro volte campione del mondo in questa stagione non è mai stato all’altezza delle aspettative: soltanto una vittoria a Singapore e due pole position in 21 gare. Troppe volte è stato dietro al compagno di squadra, ma soprattutto troppi gli errori in pista (uno su tutti quello a Monza). Il suo atteggiamento fa comprendere come in casa Ferrari non vogliano più puntare esclusivamente su di lui, specialmente dopo gli exploit del monegasco. Il 2020 necessariamente dovrà essere l’anno del riscatto, perché è il suo ultimo anno di contratto con la Ferrari. Urgono risposte in pista.

Charles Leclerc 8: la prima stagione in Ferrari non si scorda mai, ma l’esordio del monegasco a Maranello è veramente da incorniciare. Sette pole position, due vittorie e tante sfumate (vedi Bahrain oppure in Austria). Leclerc, però, ha portato di nuovo in Ferrari la vittoria del gran premio in Italia, un risultato che non ha conquistato nemmeno Sebastian Vettel. Non è però una stagione ottima per via della poca competitività della monoposto, ma soprattutto per i troppi battibecchi in pista tra i due piloti: Interlagos è una conseguenza. Vedremo il 2020.

Lewis Hamilton 10 e lode: quando vinci e domini il campionato cosa dobbiamo dire? Undici vittorie e cinque pole position. Sostanzialmente ha lasciato le briciole agli avversari, anche quando ormai aveva in tasca il sesto titolo mondiale. Nonostante il mondiale fosse in cassaforte, Hamilton ha sfidato i giovani come Leclerc e Verstappen, battendoli in diverse occasioni. Il re leone batte i cuccioli. Insaziabile.

Valtteri Bottas 8: Una stagione veramente buona da parte del finlandese, ma forse dopo le prime quattro gare del campionato ci aspettavamo una lotta più serrata per il titolo. Bottas, infatti, aveva conquistato due vittorie e due secondi posti nei primi quattro appuntamenti, ma da lì è venuto fuori Hamilton. Il finlandese, però, anche in questo 2019 si è sempre trovato pronto ad aiutare la squadra nel momento del bisogno, dimostrando ancora una volta di essere anche un gran secondo pilota.

Max Verstappen 9: cosa dire? Ogni stagione che passa l’olandese diventa sempre più forte. Impressionante la sua concretezza in gara, ma soprattutto in qualifica. Nei test pre stagione a Barcellona veniva data per spacciata la Red Bull motorizzata Honda, invece Verstappen ha dimostrato la grande competitività della sua monoposto: tre vittorie (Brasile, Austria e Germania) e due pole position all’attivo. Il terzo posto in campionato è meritato. Dategli una macchina che va, perché l’olandese ci fa divertire.

Alexander Albon 8: esordiente in F1 con la Toro Rosso e termina la stagione in Red Bull con la conferma per il 2020. Il thailandese ha preso la monoposto di Gasly dalla seconda parte di stagione e ha dimostrato una costanza impressionante: almeno la sesta posizione l’ha sempre ottenuta con il team di Milton Keynes. Da migliorare sicuramente un po’ l’atteggiamento in gara, troppe volte titubante al sorpasso. Meritata conferma.

Carlos Sainz 8: Sottovalutato. Alla sua prima stagione in Mclaren, lo spagnolo ha fatto faville: 96 punti, ma soprattutto il suo primo podio in carriera in Brasile ed il sesto posto nella classifica piloti. La scuderia di Woking ha fatto centro, perché anche il binomio Lando-Sainz è vincente: un’amicizia veramente forte tra i due, dimostrata perfettamente dai festeggiamenti post Interlagos. In ottica 2021 la Mclaren fa davvero paura, specialmente perché userà i motori Mercedes.

Lando Norris 8: La rivelazione dell’anno. Il pilota inglese è arrivato in F1 nascosto dal fenomeno Russell, fresco vincitore della F2 2018, ma in questa stagione ha dimostrato di avere talento e carattere da vendere. Grazie anche ad una Mclaren finalmente tornata a grandi livelli, Norris ha fatto un’annata veramente soddisfacente: quasi sempre in zona punti, ma soprattutto ha all’attivo due sesti posti. La scuderia di Woking ha blindato l’inglese ma la Mercedes e la Ferrari sono pronte a prenderselo.

Nico Hulkenberg 7: Complice una Renault veramente poco competitiva, l’ultima stagione di Hulkenberg in F1 non è stata idilliaca: dieci volte in zona punti e come miglior risultato il quinto posto di Monza. La sua uscita (momentanea) dal Circus è veramente assurda, specialmente visto che fino allo scorso anno era sempre il migliore degli altri. Come, però, ben si sa molte volte per stare in F1 non basta soltanto il talento…

Daniel Ricciardo 6: Anno zero per l’australiano dopo le diverse stagioni in Red Bull. Una stagione in cui si sono viste le difficoltà del pilota, specialmente nella prima parte di stagione, per poi trovare un feeling maggiore dal quarto posto a Monza. Con una Renault non ancora definibile un top team, Ricciardo ha fatto una buona stagione, ma non ai livelli delle premesse di inizio anno. Rimandato al 2020.

Pierre Gasly 7: Inizia la stagione in Red Bull e la termina in Toro Rosso: una bella batosta per il francese, ma dalla seconda parte in stagione in poi ha fatto ricredere molte persone sul suo conto. Sicuramente Gasly non è riuscito a sostenere la pressione di Verstappen e del team Red Bull, oppure semplicemente necessitava di più tempo per ambientarsi. Il miglior risultato in stagione, però, l’ha ottenuto con la Toro Rosso in Brasile: un secondo posto che ha il sapore di una rivincita nei confronti di Helmut Marko e Horner. Non sottovalutiamolo. Il suo voto? 5 per la prima parte di stagione, otto per la seconda parte.

Daniil Kvyat 7: Un pilota rivitalizzato. Una stagione veramente positiva per il russo rappresentata perfettamente dal famoso terzo posto a Hockenheim. Dei risultati soddisfacenti per il team di Faenza, ma soprattutto per Kvyat, perché si sta riprendendo un po’ di rivincite dopo quel periodo nero in Red Bull.

Sergio Perez 7: Una stagione non semplice per il pilota messicano, complice una monoposto poco competitiva rispetto ai precedenti campionati, ma alla fine ha sempre portato i punti a casa. Undici volte in Top Ten (tra cui due sesti posti a Baku e SPA) e ha sempre battuto il compagno di squadra in qualifica. Un pilota che di certo poteva andare in un top team, ma forse in alcune occasioni non riesce a gestire al meglio le situazioni in gara. Lui è la certezza della Racing Point

Lance Stroll 4: Lo scorso anno il canadese diceva che non riusciva a mostrare completamente il suo talento per via della poca competitività della Williams, ma in questa stagione in Racing Point le cose non sono andate diversamente. Il suo 2019 molto probabilmente si salva grazie al quarto posto a Hockenheim, ma al terzo anno in F1 ci si aspetta quel salto di qualità che non è ancora arrivato. Il tutto viene aggravato dalle ottime prestazione viste invece da Perez.

Kimi Raikkonen 8: Cosa bisogna dire? Dopo l’esperienza conclusa in Ferrari, il finlandese dimostra di non essere ancora pronto per appendere il casco al muro attraverso una stagione veramente impressionante. Nella prima parte di stagione ha conquistato otto top ten su dodici gare (tra cui tre settimi posti), mentre dal Belgio in poi, complici i suoi problemi fisici e le difficoltà dell’Alfa, ha centrato soltanto una volta la Top Ten, ma a modo suo. Ad Interlagos, infatti, ottiene la quarta posizione. Un pilota instancabile ed insaziabile, nonostante i 40 anni suonati.

Antonio Giovinazzi 6.5: Il debutto in Formula Uno non è mai semplice, specialmente quando prendi il posto del talentoso Charles Leclerc. Antonio, però, non si è fatto intimidire e ha fatto una stagione in crescendo. Dalla pausa estiva in poi, infatti, sono arrivati diversi piazzamenti importanti (2 decimi posti ed un nono posto a Monza), ma soprattutto il quinto posto ad Interlagos. Quando la monoposto è competitiva Giovinazzi porta sempre a casa il massimo. Meritata riconferma in Alfa Romeo Racing.

Kevin Magnussen 4: La stagione del pilota danese è stata un continuo di alti e bassi. In Australia le premesse erano veramente entusiasmanti, complice il sesto posto nella gara inaugurale, ma da lì il buio. Complici gli aggiornamenti totalmente sbagliati portati sulla vettura ed i continui battibecchi in pista tra i due piloti, Magnussen ha racimolato soltanto 20 punti (contro i 56 della passata stagione). Sicuramente rispetto al compagno di squadra, il danese ha sfruttato al massimo le occasioni, ma le premesse erano altre.

Romain Grosjean 4: 37 punti nel 2018, 8 nel 2019. Questi numeri rappresentano al meglio la crisi della Haas e del francese. Nel corso della stagione il francese non è mai stato realmente competitivo e questo ha portato anche la Haas a valutare diversi profili per sostituirlo. La trattativa con Hulkenberg, però, è saltata portando così il team americano a confermare Grosjean. Nel 2020 di certo il pilota francese dovrà aumentare il livello delle sue prestazioni, altrimenti alla porta ci sono tanti piloti pronti per il suo sedile.

George Russell 6: a differenza di Norris ed Albon il suo esordio in Formula Uno non è stato di certo dei più facili. Complice una Williams non competitiva, il giovane talento inglese non ha potuto lottare realmente per le posizioni vicine alla Top Ten. Risultato? Nessun punto in stagione. La Mercedes, però, lo considera il futuro della scuderia. Vedremo se nel 2020 potrà avere un mezzo più competitivo per dimostrarlo.

Robert Kubica 6: Il 6 febbraio 2011 poteva essere il giorno della sua ultima gara nel mondo del motorsport, invece con la sua grinta e forza di volontà è ritornato a gareggiare in F1. La Williams, però, in questa sua nuova avventura non l’ha mai supportato completamente (ritiri dalle corse per mancanza di pezzi etc.). Il pilota polacco, però, non conclude la sua esperienza in Formula Uno senza punti: nella gara pazza di Hockenheim Kubica ha conquistato il primo ed unico punto del team.