Il dibattito sui nuovi motori della Formula 1 2026 entra già in una fase incandescente, ancor prima che le monoposto scendano in pista. Al centro della scena c’è Audi, pronta al debutto ufficiale nella massima categoria, che insieme a Ferrari e Honda ha deciso di premere con forza sulla FIA per fare chiarezza su una presunta soluzione tecnica adottata dalla Mercedes.
A guidare l’offensiva è Mattia Binotto, nuovo responsabile del progetto della scuderia tedesca, deciso a ottenere un intervento immediato per evitare che possa esserci un’interpretazione regolamentare che possa già da adesso alterare gli equilibri del prossimo mondiale.
La “zona grigia” del motore Mercedes
Secondo quanto trapela dall’ambiente paddock e da indiscrezioni raccolte anche dalla stampa tedesca, la controversa ruota attorno al rapporto di compressione del nuovo V6 turbo-ibrido Mercedes. Il propulsore sviluppato a Brixworth sarebbe in grado di variare il rapporto di compressione durante il funzionamento, passando dal limite regolamentare di 16:1 fino a 18:1, garantendo così un vantaggio di addirittura 15 cavalli. Un margine tutt’altro che trascurabile in un’era tecnica estremamente regolata.
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Audi, Ferrari e Honda hanno già formalizzato la loro posizione inviando una lettera alla FIA, chiedendo che questa interpretazione venga dichiarata illegale, facendo riferimento all’articolo 1.5 del regolamento tecnico, che impone la conformità della vettura alle regole in ogni momento.
Pressione alla FIA: la nuova decisione
Audi è il costruttore più determinato in questa battaglia per ragioni sia sportive che strategiche. Il marchio tedesco, al debutto in Formula 1 dopo investimenti enormi, non intende concedere vantaggi a una diretta concorrente come Mercedes, non solo in pista ma anche sul piano industriale e d’immagine.
Il momento chiave sarà il prossimo 22 gennaio, quando la FIA incontrerà tutti i motoristi per discutere la questione.
Al momento, però, la Federazione non sembrerebbe orientata ad intervenire subito, preferendo quindi valutare eventuali correttivi solo in presenza di una chiara superiorità in pista. Qualche ipotesi comunque c’è, come ad esempio l’introduzione di un sistema di misurazione dinamica, senza modifiche immediate al regolamento. In caso di squilibrio conclamato, potrebbe entrare in gioco l’ADUO, meccanismo di riequilibrio delle prestazioni giudicato però tardivo ed incerto.










