Sport e Salute distribuisce 64 milioni e, per ora, mette tutti d’accordo

Rocco Sabelli e Vincenzo Spadafora Rocco Sabelli e Vincenzo Spadafora - Foto Sportface.it

In attesa dell’annunciata rivoluzione, lo sport italiano sorride compatto. La prima decisione della nuova “Sport e Salute” sulla ripartizione dei contributi agli organismi sportivi, presentata in una conferenza stampa convocata dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, non ha prodotto scossoni importanti, rendendo al contrario soddisfatto persino il Comitato olimpico nazionale, privato della cassaforte. Per la suddivisione dei 64 milioni di euro aggiuntivi per il 2019 prodotti dalla riforma voluta dal passato governo, infatti, il Cda della “Sport e Salute” presieduto da Rocco Sabelli ha preferito sposare il vecchio algoritmo elaborato dal Coni (“Un lavoro molto complesso e molto serio”, ha precisato proprio Sabelli) con una sola, parziale modifica: la discrezionalità detenuta in passato dal Comitato olimpico nazionale (20% del budget totale) per eliminare pesanti squilibri è stata eliminata, ma sostituita da un criterio “mitigante”, che comunque impedisce variazioni (in crescita o diminuzione) superiori al 20% rispetto a quanto percepito finora. Il criterio fa felice la Federcalcio, che incassa meno di quanto “suggerito” dalla Giunta Coni ma comunque 6,3 milioni di euro, seguito nella speciale classifica da nuoto e volley (2,4 milioni), sport invernali e atletica (2,1), basket (1,9) e tennis (1,8).

“L’attribuzione decisa da Sport e Salute è pienamente condivisibile e coerente con quanto enunciato in precedenza – hanno osservato dalla Federcalcio in una nota – perché richiama gli obiettivi che la Figc ritiene prioritari per lo sviluppo del movimento sportivo italiano nel suo complesso”. Convinta soddisfazione, dunque, anche se, con il “mitigante” introdotto dalla “Sport e Salute”, proprio la Federcalcio, che da sola produce la gran parte delle risorse economiche dell’intero sistema sportivo italiano, potrebbe tra un mese subire una nuova, drastica riduzione delle risorse per il 2020 rispetto ai 30 milioni percepiti a inizio anno. “Ci siamo già posti il problema – ha ammesso Sabelli – Per motivi insiti nel modello algoritmico, la situazione del calcio è singolare. E’ una sfida combinata, mia e del ministro, che vogliamo tenere la Figc all’interno del modello: la soluzione non è a portata di mano”. La “Sport e Salute” ha un mese per trovarla e c’è la voglia di non tornare alla discrezionalità del Coni, importante novità annunciata oggi.

Per il resto, invece, l’applicazione della rivoluzione ispirata allo “sport per tutti” è in sostanza rimandata di un anno. “Essendo in piena transizione verso un futuro che delineeremo sempre meglio – ha spiegato Sabelli – abbiamo bisogno di una gradualità tra vecchi e nuovi parametri per far si’ che gli organismi sportivi possano adeguarsi agli obiettivi della riforma. Peraltro entriamo nell’anno olimpico, quindi la priorità assoluta resta l’alto livello”. Nessuno scossone forte, dunque, ma alcuni correttivi messi in atto dalla “Sport e Salute”. Novità sopratutto metodologiche, perché dal 2020 le risorse saranno assegnate integralmente in un’unica soluzione agli organismi sportivi a inizio anno. Sabelli ha poi precisato la volontà di mettere in piedi un sistema “totalmente trasparente, misurando anche ex post il rendimento delle risorse spese”. Per questo obiettivo la “Sport e Salute” ha stanziato 4 milioni come incentivo alle federazioni per contenere le spese di funzionamento a vantaggio delle risorse destinate all’attività sportiva, mentre 1,5 milioni sono destinati alla digitalizzazione. Per quanto riguarda la scuola e il sociale, invece, al momento la nuova “Sport e Salute” ha deciso di proseguire in continuità con il Coni.

“Quello del Comitato olimpico nazionale sulla scuola è un bel progetto – ha osservato Sabelli – L’obiettivo è dotare 28 mila classi, di quarta e quinta elementare, di un tutor sportivo, persone con laurea in scienze motorie che possano occuparsi di attività educative”. La novità è che le risorse (2,5 milioni) sono assegnate e gestite direttamente dalle federazioni: “Io mi fido, non gestiremo tutto dal centro ma daremo autonomia agli organismi sportivi, anche per creare competizione tra loro”, ha dichiarato Sabelli. Il cda di “Sport e Salute” ha infine stanziato 7 milioni per attività sociali, andando a rilanciare e ampliare progetti avviati e finanziati negli anni passati dal Comitato olimpico nazionale (Coni Ragazzi, Educamp e i Centri Coni) con l’obiettivo di estendere la platea dei giovani coinvolti e coinvolgere anche gli over 64. “Il consiglio di amministrazione, integrato dal rappresentante del Coni, ha votato la delibera all’unanimità, raccogliendo anche gli indirizzi del Comitato olimpico nazionale come previsto dalla legge – ha precisato Sabelli sottolineando il clima d’intesa oggi ritrovato dopo mesi di discussioni – Questa è una buona notizia per tanti motivi, anche perchè è la prima volta che Sport e Salute adotta questo tipo di delibera per un’attività complessa”.

“Siamo soddisfatti dell’orientamento assunto dal cda di Sport e Salute perché ha recepito pienamente le nostre istanze – ha commentato Carlo Mornati, segretario generale del Coni e membro del consiglio d’amministrazione della nuova Spa – L‘utilizzo dell’impianto dei parametri matematici fino ad oggi adottati dal Coni, per quanto riguarda il finanziamento delle Federazioni, ne conferma la bontà e l’oggettività. La sostanziale linea di continuità adottata anche nel campo dei progetti scolastici e dei programmi di promozione sportiva testimonia la validità del percorso promosso negli ultimi anni dallo stesso Coni”. “Oggi – ha osservato il ministro Spadafora con soddisfazionepresentiamo la prima sperimentazione del nuovo modello di ripartizione dei contributi per il mondo dello sport con criteri oggettivi e trasparenti”. E per un giorno almeno lo sport italiano si ritrova d’accordo.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani