Il grande taekwondo illumina la Capitale: Simone Alessio sfiora una vittoria che sarebbe stata meritata al Grand Prix
C’è una sottile linea che separa l’argento dall’oro nel taekwondo, e spesso quella linea è tracciata da piccoli momenti che possono scrivere la storia in un senso o nell’altro. Simone Alessio lo sa bene, lui che al Foro Italico ha sfiorato il paradiso per poi dover abbracciare un argento che, però, ha un chiaro retrogusto di beffa.
Il calabrese ha combattuto fino alla fine, come fa sempre, domando avversari del calibro del greco Tholiotis, dell’ucraino Harbar (battuto con un calcio spettacolare all’ultimo secondo) e del temibile coreano Kang.
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Ma nella finale contro il russo Rafail Aiukaev, oro mondiale a Wuxi 2025, la fortuna ha voltato le spalle all’azzurro. Ed è vero un peccato, perché la sensazione chiara, che risuona a livello internazionale nel mondo del taekwondo, è che Alessio avrebbe meritato qualcosa di più.
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L’Italia sale sul podio al World Grand Prix
Il primo Alessio l’ha gestito da dominatore: 18-8, una lezione di tecnica e potenza. Il secondo atto è stato un testa a testa che si è chiuso sull’8-8. Ma al gong, dopo revisione arbitrale, un punto fondamentale viene annullato. Un turning point che cambia tutto.
Con un ginocchio dolorante, Alessio prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo nell’ultima ripresa, ma la maggior benzina del russo ha la meglio. Finisce 15-12. Resta l’amaro in bocca per un oro che era alla portata, ma resta anche l’orgoglio per una prestazione maiuscola. E questa resterà anche per il prossimo futuro.










