La Vuelta di Spagna 2026 è andata in archivio ieri celebrando Enric Mas, che cancella l’etichetta di eterno secondo e si prende il primo Grande Giro in carriera.
La rivincita di Mas sulle strade di casa
Ci è voluto tempo, ma alla fine il capitano della Movistar ce l’ha fatta. Mas ha vinto la Vuelta approfittando della catuda di Pogacar. Dopo i piazzamenti amari del 2018, 2021 e 2022, il 31enne spagnolo festeggia il trionfo a Granada, chiudendo la classifica generale in 73h52’55”.
Un successo sudato, arrivato al termine di una stagione nata in salita per colpa di un lungo stop dovuto a una tromboflebite. Eppure, in questa Vuelta si è visto il miglior Mas di sempre, capace perfino di rispondere agli scatti di Pogacar sullo sterrato del Bartolo, prima che lo sloveno fosse costretto ad abbandonare la corsa.
Senza l’asso della UAE la storia sarebbe forse cambiata, ma la condizione psicofisica mostrata dall’iberico rende il suo successo più che meritato. Lo stesso corridore, a fine gara, non ha nascosto l’emozione, commentando “un giorno speciale, da ricordare e una Vuelta speciale”. Dopo tanta tensione, lo spagnolo si è potuto godere il circuito finale: un’attesa lunga, ripagata nel migliore dei modi. Alle sue spalle, sul podio finale, si accomodano Primoz Roglic, staccato di 2’15”, e Felix Gall, a 2’44”.
Johannessen beffa Romele a Granada
Se per la generale i giochi erano chiusi da tempo, l’ultima frazione ha regalato spettacolo vero. Archiviate le consuete foto di rito nei primi chilometri, a 30 km dal traguardo è iniziata la bagarre, con Visma e Groupama a fare il ritmo.
Lo spagnolo Bilbao ci ha provato nell’ultimo giro, ripreso però dall’azione decisa di Laurance. A quel punto è salito in cattedra un bravissimo Alessandro Romele. L’italiano ha corso con grande intelligenza tattica, chiudendo i buchi e presentandosi davanti nel momento clou. Purtroppo per lui, lo spunto decisivo è stato di Tobias Johannessen. Il norvegese, a digiuno di successi da tre anni, ha bruciato Romele per una manciata di centimetri sul traguardo, chiudendo i conti in 2h54’08”. Un finale amaro per l’azzurro, comunque autore di un’ottima prova, con il belga Debruyne a completare il podio di giornata.










