Inizio esaltante per l’Italia della mountain bike di Mondiali, mentre sulle strade spagnole la Visma domina gli sprint.
L’Italia conquista il tetto del mondo con Bassignana e compagni
Mondali in casa, la rassegna iridata di mountain bike del 2026 si apre nel migliore dei modi per i colori azzurri. Davanti al pubblico della Val di SOle, a Daolasa di Commezzadur, la staffetta mista italiana ha dominato la gara di cross country, aggiudicandosi la medaglia d’oro.
Il sestetto tricolore ha coperto i sei giri del circuito in 1:08:06, lasciando il vuoto dietro di sé. La Svizzera, prima inseguitrice, si è dovuta accontentare dell’argento con un ritardo di 51 secondi (1:08:57), mentre gli Stati Uniti hanno chiuso al terzo posto a 1’31” (1:09:37), staccando le restanti formazioni, tra cui Canada e Danimarca.
Questo successo, che vede ogni frazionista di una diversa categoria affrontare un giro, rappresenta il quarto titolo mondiale per l’Italia in questa specialità, bissando i trionfi del 2009, 2012 e 2013, e riscattando i secondi posti delle edizioni 2022 e 2025. La gara è stata costruita con intelligenza tattica. Juri Zanotti ha subito dettato il ritmo nella prima frazione, mantenuto poi da Paolo Costa tra gli Junior. Le donne hanno fatto la differenza: Martina Berta ha tenuto le posizioni di testa prima di dare il cambio a Giorgia Pellizotti, seguita da Valentina Corvi che ha sferrato l’attacco decisivo, lanciando Fabio Bassignana verso l’ultimo giro con un rassicurante vantaggio di 57 secondi. Il frazionista azzurro ha poi gestito la situazione, tagliando il traguardo a braccia alzate.
Vuelta: Brennan imbattibile allo sprint, ci provano Albanese e Romele
Giornata di grande caldo in Spagna alla Vuelta. Sulle strade iberiche, la quinta frazione della Vuelta a España 2026 ha regalato un altro arrivo in volata. A imporsi è stato Matthew Brennan, portacolori della Visma | Lease a Bike, che ha concesso il bis dopo il successo ottenuto a Manosque. La tappa, lunga 173,3 chilometri da Falset a Roquetes, si è risolta con una volata del corridore britannico, magistralmente pilotato dai compagni di squadra Wout van Aert e Christophe Laporte.
La frazione è stata caratterizzata da una fuga iniziale di cinque uomini, tra cui Walter Calzoni, che ha raggiunto un vantaggio massimo di oltre due minuti prima di essere ripresa. L’unico momento di preoccupazione per il gruppo si è registrato a 100 chilometri dal traguardo, quando il forte vento laterale ha causato dei ventagli, provocati dal forcing di Lidl-Trek e Visma, che hanno spezzato il gruppo, riunitosi poi con l’attenuarsi delle raffiche. Anche la salita del Puerto de Paüls, a 25 chilometri dall’arrivo, ha contribuito a fare un po’ di selezione, tagliando fuori alcuni velocisti dal plotone. Nonostante i vari tentativi di attacco nel finale, il gruppo è arrivato compatto alla volata decisiva. Alle spalle del vincitore si è piazzato Jordi Meeus, mentre gli italiani Vincenzo Albanese e Alessandro Romele hanno chiuso rispettivamente al terzo e quarto posto. In classifica generale, Tadej Pogačar mantiene saldamente la Maglia Rossa.










